Direttiva del Viminale
Il permesso è valido fino al rinnovo!
Chi ha presentato domanda conserva tutti i diritti di un immigrato regolare. Mai più "dannati del cedolino"
ROMA - Una direttiva firmata oggi dal min. dell'Interno Giuliano Amato cambia in meglio la vita dei tre milioni e mezzo di stranieri in Italia, e lo fa fissando finalmente una regola semplicissima: chi attende il rinnovo del permesso di soggiorno ha gli stessi diritti di chi ha in tasca un permesso ancora valido.
Quelli che finora erano i "dannati del cedolino", potranno finalmente cambiare lavoro, stipulare un contratto d'affitto, prendere la patente, tornare in patria e poi rientrare in Italia, insomma fare tutto quello che era loro concesso prima di presentare quella maledetta domanda di rinnovo e non preoccuparsi più di quanto tempo ci metterà la Questura a sbrigare la loro pratica. L'unica cosa che non potranno fare è circolare liberamente nell'area Schengen, ma, considerando tutti i diritti che hanno guadagnato, un tour d'Europa potranno rimandarlo a cuor leggero…
In un comunicato stampa diffuso poco fa, il Ministero dell'Interno rende noto che ha emanato "una direttiva per garantire i diritti dello straniero che ha in corso il rinnovo del permesso di soggiorno".
"Nel periodo necessario all'amministrazione per portare a termine le procedure di rinnovo - si legge nel comunicato - lo straniero potrà contare sulla piena legittimità del soggiorno e continuerà a godere dei diritti ad esso connessi, purché ricorrano le seguenti condizioni: la domanda sia stata presentata prima della scadenza del permesso di soggiorno o entro sessanta giorni; sia stata verificata la completezza della documentazione; sia stata rilasciata dall'ufficio la relativa ricevuta. Gli effetti dei diritti esercitati cesseranno in caso di mancato rinnovo, revoca o annullamento del permesso".
"Lo straniero in possesso del permesso di soggiorno, ancorché scaduto, e della ricevuta di presentazione, - spiega ancora il Viminale - potrà lasciare il territorio dello stato e farvi regolare rientro, alle condizioni più volte reiterate con le circolari del dipartimento di pubblica sicurezza". Il riferimento è ai "rientri col cedolino" autorizzati fino a oggi solo in via eccezionale in occasione delle vacanze estive, natalizie o pasquali.
Ora invece chi attende il rinnovo potrà tornare a casa quando vuole, purchè utilizzi per l'uscita e il reingresso in Italia lo stesso valico di frontiera, dove insieme al passaporto si dovrà far timbrare la ricevuta della domanda di rinnovo. Il viaggio non dovrà però prevedere tappe in altri paesi Ue, infatti, conclude il Viminale, "permangono le limitazioni e le condizioni per la circolazione nell'ambito dell'area schengen, regolate dalla disciplina internazionale".
Emanata la direttiva, la sfida è renderla il prima possibile pienamente operativa. Oltre che le Questure, il Viminale farebbe bene a informare immediatamente della sua decisione anche tutti gli altri uffici della pubblica amministrazione che fino ad oggi pretendevano un permesso ancora valido per dare pieni diritti ai cittadini immigrati. È vero che siamo ad agosto, ma sarebbe un peccato imperdonabile fermarsi a metà dell'opera.
(8 agosto 2006)
Elvio Pasca