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Permesso elettronico
Un certificato spiegherà il motivo

Sulle nuove tessere non c'è scritto se sono per lavoro, studio, motivi familiari ecc. Il Viminale alle Questure: "A chi lo chiede, rilasciate un attestato"
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ROMA - Un foglio della Questura renderà un po' più loquace il permesso di soggiorno elettronico, che oggi non spiega perché è stato rilasciato.

Il problema è sorto quando è iniziata la distribuzione delle tessere di plastica che presto sostituiranno tutti i vecchi fogli azzurri. Su questi documenti sono infatti stampati i dati anagrafici, la foto del titolare, la validità e il numero, ma per capire se si tratta di permessi per studio, lavoro o motivi familiari c'è bisogno del lettore ottico in dotazione alle forze dell'ordine, visto che questa informazione è nascosta nel chip o nella banda magnetica.

Questa situazione ha creato non pochi problemi ai datori di lavoro, che devono sapere se il cittadino straniero che vogliono assumere ha un permesso idoneo oppure no. Il titolare di un permesso per studio, per esempio, può lavorare al massimo venti ore settimanali, chi lo assume per più ore rischia sanzioni penali. Di fronte al permesso muto, ci si doveva fidare di quello che diceva il cittadino straniero, oppure chiedergli la prova che il permesso suo permesso era a posto.

Sollecitate da datori di lavoro e cittadini stranieri, alcune Questure avevano già iniziato a rilasciare dei certificati con la motivazione del permesso. Dal 13 dicembre il ministero dell'Interno ha esteso questa prassi a tutte le Questure d'Italia, invitandole con una circolare a rilasciare "una specifica attestazione idonea a certificare i motivi che hanno dato luogo all'emissione del titolo di soggiorno elettronico". Questo però solo "in presenza di espressa richiesta formulata dagli interessati".

Non sarà, comunque, sempre così. Il Viminale ha annunciato che "a breve" la motivazione le soggiorno verrà finalmente stampata anche sui permessi elettronici.

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La circolare del Ministero dell'Interno

(19 dicembre 2007)

Elvio Pasca