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Nel capoluogo umbro una manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil   Invia questo articolo

PERUGIA - "Le impronte macchiano i diritti", "Soggetti e non oggetti".
Questi gli slogan della manifestazione contro la nuova legge sull'immigrazione che sabato pomeriggio riempirà il centro di Perugia.

Nel capoluogo umbro, tra piazza della Repubblica e corso Vannucci, potranno incontrarsi e manifestare insieme tutti coloro che, come recita il volantino dell'evento, voglio impegnarsi "per la dignità e il rispetto di tutti", e per costruire una "moderna società multietnica", prospettiva, quest'ultima, che poco piace ai promotori della nuova legge sull'immigrazione, Umberto Bossi in testa.

Cgil Cisl e Uil, promotori della manifestazione, rimangono uniti nella battaglia contro la Bossi-Fini in difesa dei diritti degli immigrati, nonostante le divisioni degli ultimi tempi riguardo alla trattative sull'articolo 18.

Anche un altro slogan della manifestazione, "Tutti insieme", richiama a un'unità indispensabile per tutelare i diritti di chi, per il solo fatto di essere un immigrato, è spesso più debole.
Torna allora alla mente il15 maggio scorso, quando per le strade di Vicenza tanti operai italiani sfilarono insieme a migliaia di immigrati, in sciopero contro la Bossi Fini.
Probabilmente anche la manifestazione di sabato sarà un bell'esempio di solidarietà tra lavoratori.

Le critiche dei sindacati alla nuova legge sono "di vecchia data", sono mesi, infatti, che i rappresentanti dei lavoratori denunciano le carenze della normativa che sta per entrare in vigore.
Stranieri in Italia, intervistando i responsabili immigrazione di Cgil, Cisl e Uil, ha già avuto modo di dar voce alle critiche delle parti sociali.

La proposta di prendere le impronte a chi chiede o rinnova un permesso di soggiorno, percepita come un atto discriminatorio, fondamentalmente razzista, ha dato però nuova linfa a questa protesta, avviando una serie di manifestazioni in tutta la penisola.
Il cinque giugno, ad esempio, ci sono state due ore di presidio davanti alle Prefetture, con striscioni e volantini contro una norma "razzista e xenofoba, incivile, discriminatoria e inutile". E poi ci sono stati i banchetti per rilevare le impronte, dove centinaia di italiani hanno scelto di sottoporsi alla procedura prevista per gli extracomunitari.
Sono state "firmate" in questo modo migliaia di cartoline, poi spedite al Presidente del Consiglio.
Iniziative simili sono tuttora in corso anche in Parlamento, dove a lasciare le impronte sono gi esponenti dell'opposizione, e sono state annunciate anche dalle comunità ebraiche italiane, che, riunite a convegno, hanno denunciato i presupposti razzisti di questa norma.

Intanto ieri la sindacalista Marinella Meschieri in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil ha incontrato l'on. Isabella Bertolini, relatrice della nuova legge, per esporle i nuovi dubbi dei sindacati.

In particolare, la Meschieri ha denunciato il rischio di espulsione immediata che corre un lavoratore extracomunitario al nero che si autodenuncia, se il datore di lavoro non acconsente alla regolarizzazione.
I tempi per presentare le domande di regolarizzazione, 60 giorni dall'emanazione della legge, sembrano inoltre inadeguati se non arriverà al più presto il decreto che stabilisce l'importo del contributo forfettario da presentare per la regolarizzazione.
La Meschieri ha chiesto infine chiarimenti sulla regolarizzazione delle badanti, in particolare per ciò che riguarda la certificazione medica che deve presentare chi ha bisogno di assistenza.

Ricordiamo che l'appuntamento per la manifestazione contro la Bossi-Fini è Sabato 6 luglio, alle 17.30, a Piazza della Repubblica, Perugia.

(4 luglio 2002)

Elvio Pasca