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Commercio
Emilia Romagna: via libera alle nuove regole sui phone center
Affidata ai Comuni la competenza di vigilare sul rispetto dell'obbligo di esporre l'autorizzazione e il listino dei prezzi nei pubblici esercizi
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BOLOGNA - Regolamentare l'attività dei phone-center con l'obiettivo di assicurare sia la completa funzionalità della struttura, in termini di destinazione d'uso, e "il rispetto delle norme igienico-sanitarie, sia la rispondenza della struttura stessa alla funzione per la quale è stata aperta, nella garanzia della sicurezza, dell'ordine pubblico e della tranquillità dei residenti degli edifici circostanti".

E' questo il cuore del progetto di legge, di iniziativa della Giunta Errani di centro-sinistra al quale la commissione politiche economiche dell'Assemblea legislativa ha dato il via libera.

La proposta prevede modifiche alle leggi 14/1999, in particolare su deroghe e orari di chiusura, e 14/200, che stabilisce che spetti ai Comuni la competenza a vigilare sul rispetto dell'obbligo di esporre l'autorizzazione e il listino dei prezzi nei pubblici esercizi; inoltre il provvedimento, di cui è relatore Damiano Zoffoli, indica i requisiti professionali per l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e le disposizioni sanzionatorie e le competenze amministrative per la vendita dei farmaci da banco negli esercizi di vendita al dettaglio.

Giudizi positivi sul pdl arrivano da Gian Carlo Muzzarelli (Ds) che ha ribadito come "la sicurezza sia una prerogativa di tutti. Occorre però non esasperare allarmismi e soprattutto depotenziare possibili tensioni. La nostra scelta - ha rilevato - è stata quella di disciplinare i servizi seri, quelli che non avranno queste prerogative verranno chiusi". "La Regione - ha affermato l'assessore Guido Pasi - ha fatto una scelta: quella di fare diventare i Phone Center esercizi commerciali e di portarli, quindi, all'interno di un sistema di regole".

Critica sul provvedimento l'opposizione, che sulla regolamentazione dei phone center aveva presentato due pdl, uno della Lega e uno di Forza Italia; "è una proposta molto generica, priva di direttive e, soprattutto, rimanda la disciplina dell'attività ai Comuni" ha dichiarato Gioenzo Renzi (An). A lui ha fatto eco Mauro Manfredi, Lega Nord, che ha parlato di una "disciplina vuota di contenuti incapace di risolvere i problemi di sicurezza ed igiene".

(6 aprile 2007)

s.c.