Elezioni amministrative
Polacchi alle urne
Insieme a tutti gli altri cittadini comunitari residenti in Italia potranno votare il 28 e 29 maggio. Ecco come
Le sorti di Veltroni, Alemanno, Ferrante, Moratti e degli altri candidati che a fine maggio si contenderanno le amministrazioni di 1200 comuni saranno decise anche da migliaia di stranieri in Italia.
Tutti i cittadini dell'Unione europea residenti nel nostro Paese hanno infatti diritto di voto per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali, grazie a un decreto legislativo (n. 197 del 12 aprile 1996) con cui l'Italia dieci anni fa ha dato attuazione a una direttiva europea. Per andare alle urne devono chiedere al sindaco del comune di residenza l'iscrizione a una lista elettorale aggiunta, presentandosi all'ufficio elettorale con un documento d'identità valido. Una volta inseriti nella lista possono votare in tutte le successive consultazioni locali. Le richieste di iscrizione alla lista aggiunta andavano presentate entro il 18 aprile, ma i ritardatari potranno comunque votare facendosi rilasciare dall'ufficio elettorale un'attestazione valida solo per le elezioni del 28 e 29 maggio.
Tra cittadini della vecchia Europa e new entries dell'allargamento del 2004, i comunitari residenti in Italia sono circa 250mila. I polacchi fanno la parte del leone, con una comunità che, a seconda delle stime, oscilla tra le 80mila e le 100mila presenze e si concentra proprio a Roma e Milano, piazze principali del voto di fine mese.
"Penso che i polacchi in Italia risponderanno con l'entusiasmo dei neofiti, dopo l'ingresso della Polonia nell'Unione vogliono muovere i loro primi passi da cittadini europei - dice Barbara Gluska Trezzani, presidentessa del Circolo Culturale Italo-Polacco in Lombardia - il voto alle comunali è incisivo, si decide il destino della città in cui si vive, è un'espressione di democrazia molto vicina alla gente". Le associazioni polacche a Milano stanno sensibilizzando la comunità, "ma è una nostra iniziativa,- sottolinea Gluska Trezzani, - il Comune non ci ha contattato per informare i polacchi di questa possibilità. Mi chiedo quali canali di comunicazione abbiano utilizzato, non ho visto manifesti in giro. Anche gli aspiranti sindaci avrebbero potuto fare di più, magari diffondendo dei programmi in polacco".
Nasz Swiat, il mensile dei polacchi in Italia, ha fatto la sua parte pubblicando le istruzioni per andare alle urne. "L'informazione è indispensabile, dobbiamo far capire l'importanza del voto amministrativo. In Polonia i Comuni hanno meno poteri che in Italia, chi vota qui deve sapere che l'amministrazione comunale può intervenite in settori importantissimi come le politiche abitative" dice Danuta Wojtaszczyk, caporedattrice di Nasz Swiat e membro del comitato direttivo dell'Associazione Culturale Comunità Polacca di Roma. Ma è possibile tracciare un profilo degli elettori polacchi? "Credo che voteranno soprattutto i lavoratori più qualificati, i professionisti e gli studenti,- prevede Wojtaszczyk - chi insomma riesce a rendersi conto dell'importanza di questo voto, anche come forma di integrazione".
La sfida ora è l' affluenza alle urne. "Chi vuole rimanere in Italia solo per qualche anno potrebbe non essere interessato a scegliere il sindaco, la sua unica preoccupazione è lavorare - ammette Rasiej Mieczyslaw, presidente dell'associazione generale dei polacchi in italia - bisogna poi tener presente che anche nelle elezioni polacche l'affluenza non è alta, siamo distanti dalle percentuali che si raggiungono in Italia".
Il panorama degli elettori comunitari cambierà sensibilmente a partire dall'anno prossimo, quando anche la Romania entrerà a far parte dell'Unione Europea. La prima comunità straniera d'Italia, che già supera le trecentomila presenze regolari e potrebbe quasi raddoppiare quando quelli che oggi sono clandestini diventeranno cittadini europei, si troverà di colpo a influire sensibilmente sugli esiti delle amministrative. "In tante città, il voto dei romeni potrà fare la differenza per l'elezione di un consigliere comunale o addirittura del sindaco se i margini tra gli schieramenti saranno risicati come è successo nelle ultime elezioni politiche" nota Sorin Cehan, direttore del settimanale per i romeni in Italia Gazeta Romaneasca. "Fino a oggi il mondo politico italiano non si è mai rivolto direttamente alla nostra comunità, al massimo ha parlato alla categoria poco definita degli immigrati. Vedrete che quando avremo diritto di voto le cose cambieranno…"
(8 maggio 2006)
Elvio Pasca