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FIRENZE - Alloggi e lavoro, centri di informazione ed alfabetizzazione, sostegno della cultura di origine e salute.
Ma anche promozione di forme cooperative tra immigrati e di corsi che siano lo stimolo ad avviare imprese oltre a stage di formazione.
Sono queste le aree di intervento per le quali il ministero del Welfare ha stanziato ulteriori 723mila euro (un miliardo e 400 milioni di lire).per l'attuazione di progetti di integrazione a Prato ed Arezzo, le due province toscane che per numero di immigrati sono seconde soltanto a Firenze.
Il capoluogo toscano, che accoglie il 37% degli immigrati della regione, era stato il primo beneficiaro del protocollo d'intesa firmato nei mesi scorsi con il ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ora si estende a Prato ed Arezzo, dove vive, rispettivamente, il 12 e l'8% dei residenti stranieri della Toscana.
"Proprio per la bontà dell'intervento complessivo ed il modello di concertazione messo in atto - si legge in una nota della Regione Toscana - dal Governo è giunto ora un ulteriore premio".
Gli interventi dovranno essere attuati entro il 2003 e serviranno a favorire l'integrazione degli immigrati, partendo dalla mediazione culturale, ma facilitando anche l'accesso ai servizi e alla casa, la formazione e l'inserimento nel mondo del lavoro.
Per ciascuno dei due progetti saranno investiti poco meno di un milione e 140 mila euro (oltre due miliardi e 200 milioni di lire), che comprendono i contributi della Regione, dello Stato, delle associazioni e degli enti locali.
"In Toscana - spiega l'assessore alle Politiche sociali, Angelo Passaleva - crescono nella popolazione immigrata le richieste di ricongiungimento familiare e cresce il numero di bambini stranieri nelle scuole. Sono alcuni dei segnali di una crescente stabilizzazione di questa presenza, che rende chiaramente superata una risposta solo assistenziale basata sull'emergenza e necessita invece di nuove politiche sociali".
Ad Arezzo sarà la Provincia il capofila del progetto "Un territorio per tutti", che mira alla realizzazione di alloggi e lavoro per i lavoratori stranieri, di centri di informazione ed alfabetizzazione, allo sviluppo di attività di sostegno della cultura di origine e della salute degli immigrati.
Il problema più urgente è quello della casa: servono più abitazioni. Per aumentare il numero degli immobili sul mercato sono previsti fondi di garanzia ai proprietari per coprire eventuali danni provocati dagli inquilini immigrati, ma anche ristrutturazioni in cambio di cessione in comodato degli edifici per 20 anni. Inoltre nelle cooperative ed imprese edili potrebbero trovare lavoro anche alcuni immigrati.
A Prato, invece, sarà compito del Comune realizzare il progetto "Tangram", un puzzle cinese che a pezzi invariati può dare origine a figure diverse.
Sul fronte dell'occupazione si pensa, tra gli altri interventi, alla promozione di forme cooperative tra immigrati, a corsi che stimolino l'imprenditorialità ed a stage di formazione.
Nel 2001 sono stati organizzati 171 tirocini, di cui 63 per stranieri. Un indicatore del disagio abitativo che esiste tra gli immigrati (il 10 per cento dell'intera popolazione), arriva poi dalle domande rivolte alla sola amministrazione comunale di Prato nel 2001: 1.252 richieste per un alloggio di edilizia residenziale pubblica (il 22% proveniente da stranieri), 103 famiglie assistite di cui 32, pari al 31%, straniere, 863 domande di contributo soddisfatte provenienti per il 23% da cittadini immigrati.
(27 marzo 2002)
g.s.
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