Rinnovi in Comune?
Prato: "A queste condizioni non ci stiamo!"
"Il Viminale vuole farci fare i passacarte e gli esattori per conto delle Poste". Il comune toscano minaccia di uscire dalla sperimentazione.
PRATO - "Non ci stiamo, non vogliamo fare né i passacarte nè gli esattori di Poste italiane. Se le condizioni rimangono queste usciamo dalla sperimentazione". Andrea Frattani è l' assessore alla multiculturalità di Prato, uno dei comuni che dovrebbero prendere parte all'imminente rivoluzione dei permessi di soggiorno. E che ora minaccia di mandare tutto all'aria.
Come i nostri lettori ricorderanno, oltre che con Poste Italiane e Patronati il Viminale ha siglato un accordo con l'Associazione nazionale dei Comuni Italiani per la semplificazione delle procedure di rinnovo. In una decina di comuni italiani coinvolti in un progetto sperimentale (insieme a Prato dovrebbero esserci Firenze, Genova, Lecce, Napoli, Padova, Prato, Ravenna e Triuggio) i cittadini stranieri dovrebbero in pratica chiedere il rinnovo presso gli sportelli comunali.
Il testo dell'accordo in realtà è piuttosto vago e ora che le modalità operative iniziano a prendere forma a Prato lanciano l'allarme. Il Comune sta ancora aspettando indicazioni ufficiali, ma in base ad alcune anticipazioni arrivate da alcuni funzionari del Ministero dell'Interno, il suo ruolo sarebbe ridotto ad aiutare gli stranieri a compilare i moduli, poi tutto passerebbe comunque per Poste italiane.
"In pratica - spiega l'assessore Frattani - il personale del Comune dovrebbe preparare la busta a lettura ottica e quindi spedirla dall'ufficio postale. Non prima però di aver riscosso dal cittadino straniero 30 euro, che il Comune dovrebbe poi versare interamente alle Poste. Insomma, facciamo da passacarte ed esattori: ci hanno preso per utili idioti?". Dopo la spedizione della domanda, tutto procederebbe come nel resto d'Italia, con il centro servizi di Poste che invia i dati della richiesta al Viminale, che a sua volta contatta la Questura di riferimento per il rilascio del nuovo permesso.
Una triangolazione che secondo Frattani potrebbe addirittura allungare i tempi rispetto alla procedura avviata da anni nel comune toscano (27mila soggiornanti stranieri, per la metà cinesi, addirittura il 15% della popolazione…), che ai rapporti con i cittadini stranieri ha dedicato una struttura i cui lavorano una cinquantina di persone, tra ricercatori, mediatori e addetti agli sportelli.
Oggi chi deve chiedere il rinnovo si fa preparare la richiesta in Comune e quindi la consegna in Questura in uno sportello dedicato. "In genere il permesso è rinnovato in una decina di giorni" dice l'assessore. Aderendo alla sperimentazione, il Comune sperava di poter ridurre ulteriormente i passaggi, accettando le richieste e consegnando i permessi rinnovati.
"Invece si è paradossalmente scelto di azzerare il campo d'azione del Comune. Affidando tutto a Poste - denuncia Frattani - si privatizza completamente il rapporto con gli immigrati, quando invece in ogni stato civile l'integrazione passa per i rapporti istituzionali. Tra l'altro il programma dell'Unione affida in prospettiva ai comuni la gestione dei permessi si soggiorno…".
A Prato non mollano. Ieri si è riunita l'assemblea dei lavoratori comunali e per lunedì è stato convocato il coordinamento delle comunità migranti. "Una situazione di questo tipo non possiamo proprio accettarla" non si stanca di ripetere l'assessore.
Sulla questione ha preso una posizione molto dura anche la consulta immigrazione dell'ANCI Toscana. "Questo accordo con Poste - dice Giuseppe Carovani, che coordina l'organismo - fa tabula rasa delle buone prassi locali fino ad oggi gestite in collaborazione da Comuni, Questure e Prefetture. Chiediamo quindi una sospensione e che si possa affrontare il tema con il ministro dell'interno del nuovo governo".
Secondo l'Anci Toscana "Una nuova politica per l'immigrazione non può che partire dalle esperienze concrete che si sono sviluppate sul territorio". Ora la palla passa alla commissione immigrazione nazionale dell'Anci, che dovrebbe riunirsi ai primi di maggio. Per allora il Ministero dell'Interno avrà spiegato ufficialmente e con chiarezza come ha riorganizzato i rinnovi dei permessi di soggiorno?
(21 aprile 2006)
Elvio Pasca