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Prodi: "l'immigrazione legale aumenta la forza culturale ed economica dell'Europa". Ieri il primo esperimento di polizia di frontiera europea
STRASBURGO - L'integrazione degli immigrati legali nei paesi Ue è un punto "assolutamente prioritario" per garantire "la coesione futura delle nostre società".
Il presidente della Commissione europea Romano Prodi, illustrando a Strasburgo il programma dell'esecutivo Ue per l'anno prossimo, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell'integrazione dei "nuovi cittadini" nella società europea.
"Il rischio di una società frammentata è un rischio che non possiamo correre" ha aggiunto Prodi. "L'integrazione é il grande obiettivo di una società aperta, nel rispetto di tutte le culture".
Per raggiungerlo, sono necessarie "politiche molto più complete, molto più elaborate" di quelle attuate finora.
Gli immigrati, se integrati, possono rappresentare un tesoro e una marcia in più per gli stati dell'Unione: "dobbiamo - ha continuato Prodi - rimettere al centro della politica di immigrazione la necessità di integrare gli immigrati legali nelle nostre società poiché, non dimentichiamolo, l'immigrazione legale aumenta la forza culturale ed economica dell'Europa"
Prodi è tornato infine a sottolineare la necessità che gli stati membri attuino un controllo congiunto sulle frontiere esterne: questo, ha precisato, implicherà "un'opera di preparazione particolare per i futuri stati membri, che si troveranno a gestire la maggior parte delle frontiere esterne dell'Unione"
Quasi in riposta alle sue considerazioni, proprio ieri pomeriggio è partito da Stoccarda un aereo con a bordo venti clandestini da rimpatriare in Nigeria. Prima di arrivare a Lagos, il volo ha fatto scalo a Fiumicino ed ha imbarcato una trentina di clandestini nigeriani accompagnati da poliziotti italiani.
"Si è trattato del primo esempio concreto operativo della collaborazione tra polizia di frontiera tedesca e italiana - ha spiegato il direttore del servizio immigrazione del dipartimento di pubblica sicurezza Luigi Mone - e, soprattutto, é una prima attuazione pratica di quella che sarà la polizia di frontiera europea, progetto di cui l'Italia è capofila".
Un progetto, che prevede la creazione di un centro di raccolta unico per le richieste di partenza dei voli di rimpatrio, con un database che organizza le partenze.
Attualmente, ivece, il lavoro di raccordo è svolto da ufficiali di collegamento presenti in tutti gli uffici di frontiera.
Anche le scorte, che per i primi tempi saranno miste, verranno progressivamente affidate ad un corpo di polizia europeo.
L'obiettivo è razionalizzare le spese di rimpatrio per gli stati membri: viaggi unici come quello di ieri permettono infatti di risparmiare uomini e mezzi.
C'è inoltre un risvolto ideologico, che riguarda la creazione di un'identità europea sopranazionale: "In questo modo -spiega Mone- si dà anche un chiaro segnale politico al paese di provenienza: con i voli misti è l'Europa che si presenta in Nigeria e non un solo Paese".
(21 novembre 2002)
Elvio Pasca
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