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Diritto di voto
La proposta dei Comuni
Elettorato attivo e passivo dopo 5 anni di residenza regolare. L'ANCI approva lo schema di un progetto di legge nazionale

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Arriva la proposta dei Comuni per far votare i cittadini stranieri alle elezioni comunali, provinciali e regionali.

Ieri il Consiglio nazionale dell'ANCI, l'associazione dei comuni Italiani, ha approvato uno schema di progetto di legge che ora verrà proposto a gruppi parlamentari e Regioni perché lo portino in Parlamento. "È un progetto di legge ordinaria, perché siamo convinti che per dare il voto amministrativo agli immigrati non ci sia bisogno di scomodare la Costituzione" spiega a Stranieri in Italia Fabio Sturani, vicepresidente dell'ANCI e sindaco di Ancona.

La legge nazionale è uno dei due binari scelti dai comuni per promuovere il diritto di voto dei cittadini stranieri. L'altro è rappresentato dalla modifica degli statuti e dalle delibere comunali, un terreno su cui si sta però consumando uno scontro con il governo.

Quest'estate il consiglio dei ministri ha annullato "per illegittimità" una delibera del Comune di Genova che concedeva il diritto di voto agli immigrati alle elezioni circoscrizionali e comunali. Il governo si è rifatto ad un parere (non vincolante) del Consiglio di stato, secondo il quale solo il Parlamento può decidere in materia di diritto di voto. Qualche giorno fa è partito un procedimento di annullamento anche per una delibera del comune di Ancona.

"Noi difendiamo il diritto dei comuni di prevedere nella loro autonomia forme di diritto al voto per i cittadini stranieri," dice Sturani, "ma dall'altro lato ci rendiamo conto che c'è bisogno di una legge nazionale: questo diritto deve essere esercitato su tutto il territorio italiano, non a macchia di leopardo".

Il progetto di legge dell'ANCI prevede di estendere l'elettorato attivo e passivo ai cittadini stranieri residenti regolarmente in Italia da almeno 5 anni. Per esercitare questo diritto dovranno però iscriversi a delle speciali liste elettorali nel comune di residenza, come già fanno i cittadini degli altri Paesi Ue.

Il termine di 5 anni di residenza è quello previsto dal capitolo C della convenzione di Strasburgo sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica, che l'Italia non ha mai ratificato. La proposta di legge dei Comuni autorizza il presidente della Repubblica a ratificarlo e a dargli "piena e intera esecuzione".

Tempi previsti perché il testo arrivi in Parlamento? "Difficilmente entro al fine di questa legislatura, i tempi sono limitati, - ammette Sturani - ma credo che possa essere un'utile base di discussione per la prossima".

PROGETTO DI LEGGE: "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità"

(6 dicembre 2005)

Elvio Pasca