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Le reazioni
I Comuni: "Andremo avanti"
Sturani (Anci): "Nessun sfida al governo, ma le circoscrizioni rientrano nell'autonomia dei Comuni"
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ROMA - Non si è fatta attendere la reazione dei Comuni al parere del Consiglio di Stato sul diritto di voto agli immigrati .

A farsi sentire per primo è stato Fabio Sturani, vice presidente e responsabile immigrazione dell'Anci ,che è anche alla guida di un Comune che ha già modificato il proprio Statuto per dare l'elettorato attivo e passivo agli immigrati per i consigli circoscrizionali. "La nostra associazione - precisa - non vuole lanciare sfide al governo, ma porre un problema politico forte, per garantire al meglio il ruolo degli amministratori". A giudizio di Sturani comunque le circoscrizioni "rientrano nell'ambito dell'autonomia dei Comuni".

La concessione del voto agli extracomunitari residenti è "una necessaria evoluzione dell'ordinamento giuridico che vada verso l'accoglienza e l'integrazione degli stranieri ". E', invece, il parere di Giuseppe Pericu, sindaco di Genova, la prima città in Italia ad adottare un provvedimento con il quale viene concesso il voto amministrativo ai cittadini extracomunitari residenti da 10 anni.

Non è sorpreso del parere del Consiglio di Stato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che tuttavia non rinuncia all'obiettivo di far loro aprire le urne almeno per le municipalità. "Ho già dato mandato agli uffici competenti - conclude Cacciari - di elaborare un provvedimento in tal senso, da sottoporre al voto del consiglio comunale". La pensa diversamente l'ex prosindaco Gianfranco Bettin, esponente di quel polo rossoverde il quale ha appena presentato una proposta di delibera di iniziativa consigliare che riprende il progetto della vecchia giunta che prevedeva l'elettorato attivo e passivo, sia per il Comune sia per le municipalità, per gli stranieri che fossero regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni e a Venezia da due. Quanto al parere appena espresso dal Consiglio di Stato, l'esponente dei Verdi sostiene che "si tratta di un'interpretazione restrittiva, formalistica, accentratrice e reazionaria delle norme, in una direzione già più volte intrapresa dal ministero dell'Interno".

"Questo parere - sostiene, infine Chiamparino, sindaco di Torino - ha lo stesso valore di quello analogo di un anno fa, sul quale abbiamo impostato la nostra modifica dello Statuto. Per questo andremo avanti e se ci saranno dei ricorsi ci rivolgeremo al Tar e poi al Consiglio di Stato". Secondo il sindaco di Torino, inoltre, il parere del Consiglio di Stato "é uno stimolo ulteriore perché si affronti" il tema del voto agli immigrati "con chiarezza normativa in ambito nazionale".

(2 agosto 2005)