Dai nostri esperti
Prima mossa: un reclamo alle Poste
Potrebbe darvi diritto a un risarcimento per i disservizi di martedì scorso. Ecco cosa fare
ROMA - Lo sportello ha aperto in ritardo, il collegamento telematico è caduto, la stampante si è inceppata… qualunque sia il disservizio dell'ufficio postale che ha falsato la vostra corsa alle quote, alzate la voce presentando un reclamo a Poste Italiane.
Il reclamo
La prima mossa consigliata dagli esperti legali di Stranieri in Italia è illustrata proprio dalla "Carta della Qualità" delle Poste, un documento nato per rendere più trasparenti e migliorare i rapporti con la clientela. Oltre che definire gli standard di servizi e prodotti, la carta illustra infatti le procedure per rivalersi in caso di disservizi.
Se avete qualcosa da ridire su quanto è successo martedì scorso, inviate a Poste Italiane una lettera di reclamo, utilizzando un modello disponibile presso tutti gli uffici postali. Potreste anche compilare un modello on-line, spedire una mail a o chiamare il Call Center delle Poste (numero 803160), ma per maggiore sicurezza vi consigliamo di spedire la lettera da un ufficio postale tramite raccomandata A/R.
Una volta riempiti i campi riservati ai vostri dati anagrafici, dovrete indicare nei riquadri E ed F il motivo del vostro reclamo, come ad esempio l'orario di apertura non rispettato, l'eccessiva attesa, il comportamento apparentemente scorretto del personale, l'interruzione del collegamento telematico, il computer che ha fatto le bizze ecc, avendo cura di indicare l'ufficio postale in cui si è verificato il disservizio.
Concilia?
Entro 40 giorni lavorativi dalla presentazione del reclamo, le Poste dovrebbero darvi una risposta.
Se non arriva, o se non la riterrete soddisfacente, avrete altri 30 giorni per passare alla fase due, attivando gratuitamente una "procedura di conciliazione".
A questo punto vi troverete di fronte a un bivio. Non potrete attivare la procedura di conciliazione se avrete già avviato una procedura giudiziaria, se, invece, sceglierete la strada della procedura di conciliazione, potrete in ogni momento presentare ricorso all'autorità giudiziaria, ma questo vi farà perdere il diritto alla conciliazione.
Con la conciliazione, verrà nominata una commissione ad hoc, composta da un uomo di Poste Italiane e un rappresentante delle associazione dei consumatori, che valuterà il vostro caso.
Anche per chiedere la conciliazione basta compilare e spedire un modello disponibile in tutti gli uffici postali, o scaricabile via internet da questo link. La commissione di conciliazione dovrà chiudere la procedura entro 120 giorni: se vi darà ragione, potrete ottenere un risarcimento fino a un massimo di 500€.
(16 marzo 2006)
Elvio Pasca