Regolarizzazione
Presento domanda?
Con un nuovo decreto flussi anche le domande spedite adesso potrebbero aggiudicarsi un permesso di soggiorno. A meno che non si pongano delle limitazioni…
Se sarà un altro decreto flussi a realizzare la regolarizzazione annunciata dal governo, l'interrogativo è: chi presenta domanda oggi ha qualche speranza di mettersi in tasca un permesso di soggiorno? "In assenza di altri interventi normativi, sì" risponde l'avvocato Mariangela Lioy di Stranieri in Italia, esperta in diritto dell'immigrazione.
"Le domande d'assunzione - spiega l'avvocato Lioy - possono essere presentate fino alla fine dell'anno solare a cui fa riferimento un decreto flussi, come hanno confermato, a partire dal 2001, anche diverse circolari del Ministero del Lavoro. Una domanda presentata oggi, deve quindi essere accettata e inserita nelle graduatorie insieme a tutte quelle presentate dal 14 marzo in poi. E può concorrere all'assegnazione di nuovi ingressi che il governo potrebbe autorizzare con un altro decreto flussi".
A questo punto è però fondamentale cosa ci sarà scritto nel decreto annunciato dal ministro Ferrero.
Per mantenere fede all'impegno di dare un permesso di soggiorno a chi ha trovato un datore di lavoro e ha presentato domanda con l'ultimo decreto, si dovrebbero autorizzare almeno 310mila nuovi ingressi. Abbastanza insomma per coprire, insieme ai 170mila ingressi del vecchio decreto, tutte le richieste presentate finora.
Eppure, nonostante la buona volontà del governo, non tutte queste richieste possono essere accolte. Molte sono state presentate anche se mancavano i requisiti per l'assunzione, ad esempio un determinato reddito del datore di lavoro o la garanzia di un alloggio per il lavoratore, e quindi, come prevede la legge, verranno bocciate. In questo modo anche le domande presentate solo adesso avrebbero qualche chance di risalire le graduatorie e far guadagnare un permesso di soggiorno.
"Gli Sportelli Unici - sottolinea inoltre l'avv. Lioy - stanno accettando anche le domande compilate su moduli scaricati da internet o inserite in buste diverse da quelle distribuite da Poste Italiane. Il fatto che molti uffici postali non hanno più i kit non dovrebbe quindi essere un ostacolo".
È probabile però che il testo del prossimo decreto ponga delle limitazioni.
Secondo alcune indiscrezioni che filtrano dal Viminale, si sta studiando come evitare di aprire la regolarizzazione a chiunque sarà in grado di trovate un datore di lavoro. Si teme l'effetto annuncio che una procedura di questo tipo potrebbe avere fuori dai confini italiani, ingrossando i flussi di clandestini. E così nel decreto potrebbe comparire una dicitura del tipo: "concorrono a questi ingressi solo le domande presentate entro la data x", con buona pace degli esclusi.
Vale la pena tentare? Questo valutatelo voi.
(26 maggio 2006)
EP