Il punto
Regolarizzazione per 480mila stranieri
Il centrosinistra sempre più convinto. L'opposizione insorge
ROMA - La legge Bossi-Fini va verso l'abrogazione.
Il primo tassello del possibile "smembramento ideologico" della normativa introdotta dal centrodestra è rappresentato dal nuovo decreto flussi che il Governo di centrosinistra vuole attuare per regolarizzare tutti i 480 mila immigrati che hanno presentato nei mesi scorsi domanda alle Poste in base al precedente decreto che dava la possibilità di ingresso "solo" a 170 mila lavoratori. Una volontà espressa ieri dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, ma che Stranieri in Italia aveva già auspicato lo scorso 14 marzo.
Secondo il ministro la regolarizzazione avverrà secondo nuove norme che cambieranno la legislazione sull'immigrazione e che sono già al vaglio del Governo e prevedono, fra le altre cose, quello di rendere più "trasparenti" e vivibili i centri di accoglienza. Il ministro Ferrero e il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, parlano di nuove norme, di un nuovo centro di accoglienza a Lampedusa che sarà consegnato nei primi mesi del prossimo anno, e di rendere più snelle le richieste di permesso di soggiorno così come le espulsioni. Ma "indietro non andranno più i migranti che arrivano da Paesi che non hanno firmato la convenzione di Ginevra, e fra questi c'é la Libia", dice il sottosegretario Lucidi.
Non è una sanatoria ma…
"Non ci piace definirla sanatoria - afferma il neo ministro - ma si tratta di rendere visibili queste persone che già nei mesi scorsi avevano chiesto di essere regolarizzate attraverso le domande inoltrate agli uffici postali", aggiungendo inoltre che occorre rivedere le quote fissate dal precedente ministro Roberto Maroni.
Per Ferrero, "la legge Bossi-Fini è sbagliata e va cambiata". Dal 2000 al 2004 sono stati circa un milione i lavoratori immigrati che hanno ottenuto il permesso. Sui centri di accoglienza, "faremo in modo di renderli trasparenti e dare visibilità a quello che avviene al loro interno". Ferrero parla dei cpt, in particolare quello di Lampedusa, che dall'inizio dell'anno ha registrato 5.145 immigrati, di cui 412 minorenni, contro i 3.471 dello stesso periodo del 2005: non sarà chiuso, ma affiancato da un nuovo centro più ampio, che utilizzerà gli spazi di una caserma situata fuori dal centro abitato. E sulla legislazione che riguarda i minorenni che arrivano sui barconi, il governo vuole rivedere molte norme per tutelarli ancora di più dopo che vengono affidati ai centri sociali, dai quali, spesso, poi spariscono senza sapere che fine fanno e in mano a chi vanno.
Previsti altri cambiamenti
Nuove norme allo studio anche per chi vuole venire in Italia da ricercatore universitario o per procurarsi un lavoro: a quest'ultimi potrebbe essere rilasciato un permesso di soggiorno di un anno. La situazione del centro di Lampedusa è spesso drammatica: secondo i dati delle forze dell'ordine, per almeno 50 giorni l'anno la struttura ospita 600 persone, a fronte di soli 187 posti letto disponibili. "Il nostro impegno è quello di lavorare per ridurre al minimo queste cifre e per migliorare le condizioni di vivibilità nel centro", ha detto il ministro. Anche se, per sua stessa ammissione, "l'emergenza sull'isola per il momento rimarrà, perché non è facile risolvere entro breve tempo questo fenomeno". I centri di accoglienza non saranno dunque eliminati, ma il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, vuole ridurre i tempi di permanenza dei migranti in queste strutture, ed accorciarli a 48 ore. "Ho detto che i Cpt saranno superati - afferma Ferrero - non intendendo che verranno chiusi, ma modificando le modalità con le quali si sta in questi centri". Il sottosegretario dopo aver visitato il centro di accoglienza di Lampedusa ha detto: "Lo abbiamo visto in una situazione che non è di emergenza. Abbiamo però constatato che gli operatori del centro fanno di tutto per rendere vivibile la struttura, ma ci rendiamo conto che non è adeguata a sostenere l'impatto dell'emergenza".
La Casa delle Libertà sul piede di guerra
La Cdl è insorta è insorta contro la proposta del ministro Ferrero. L'ex ministro Roberto Maroni accusa "la sinistra di aprire indiscriminatamente le porte agli immigrati extracomunitari. Sarà una vera e propria invasione". Mentre la legge Bossi-Fini, "tanto biasimata dal nuovo governo, si fonda sul principale strumento di integrazione sociale: il lavoro". E lo stesso Gianfranco Fini ritiene che "se la demagogia di una certa parte della sinistra si riflette in alcune leggi, tipo la nuova legge sull' immigrazione, in Italia c' è il rischio di alimentare la xenofobia, nel senso che io avverto al pari di tutti il dovere di aiutare chi viene qui a lavorare, a condizione che però lavori".
Rischio invasione
"Con Ferrero si rischia l'invasione - dice l'ex sottosegretario Alfredo Mantovano - il ministro non sa che un annuncio del genere, prima che il governo illustri il suo progetto sull'immigrazione, otterrà nell'immediato l'arrivo di migliaia e migliaia di clandestini con l'aspettativa di essere messi subito in regola?". "Sono folli le dichiarazioni di Ferrero. Prodi lo smentisca" rincara Marco Zacchera, di An. E Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera, ritiene "irresponsabili" le dichiarazioni di Ferrero e Lucidi.
Sinistre profezie
A sollevare le accese critiche anche l'altro annuncio, da parte del sottosegretario all'interno Marcella Lucidi, quello di archiviare le espulsioni verso paesi che non tutelano di diritti umani. Secondo Amnesty International nel 2005 almeno 1.425 immigrati sono stati espulsi dall'Italia verso la Libia, "a dispetto del diritto internazionale sui rifugiati". "Perché - si chiede Mantovano - distruggere la collaborazione con la Libia di non restituirle i clandestini che partono dalle sue coste? Se non saranno rimandati in Libia, ce li terremo?". "E' certo - conclude Mantovano - che con la visita di Ferrero e Lucidi a Lampedusa rischia di avverarsi la 'profezia' di Prodi di qualche mese fa: in Italia scoppieranno rivolte di immigrati come nelle banlieue francesi. In tal caso i 'profeti', di sventura, diventano artefici della profezia e della sventura". "Prodi - afferma Roberto Calderoli della Lega Nord e vicepresidente del Senato - faccia tacere il ministro Ferrero, se ne ha la forza e l'autorevolezza. La strada proposta da Ferrero, per lo meno a parole, rischia di determinare poi dei sempre condannabili rigurgiti di razzismo, oltre che di mettere a rischio - conclude - anche quel poco di identità che ancora ci resta...".
Soddisfatto l'Unhcr
Completamente diversa la posizione dell'Unhcr che invece coglie dagli annunci di due esponenti dell'esecutivo "segnali positivi" per i diritti umani: "é importante - dice la portavoce Laura Boldrini - che i richiedenti asilo non siano messi nella condizione di incappare nel 'refoulemnt', ossia nel respingimento verso il paese di origine o verso un paese terzo che può trasferirli verso il paese di origine dal quale scappa". Soddisfatta anche l'Arci per la quale regolarizzare chi già sta in Italia ed ha un lavoro è un atto di giustizia.
(25 maggio 2006)
Stefano Camilloni