Libertā religiosa
Prodi: "Faremo una legge e nuove intese con le altre confessioni"
Messaggio del premier alle Chiese evangeliche. "Il quadro legislativo č obsoleto e inadeguato"
ROMA - Nell'agenda del governo ci sono una legge sulla libertā religiosa e nuove intese con confessioni diverse da quella cattolica.
Lo ha assicurato ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi in un messaggio di saluto alla Federazione delle Chiese evangeliche, che ha aperto ieri la sua assemblea triennale nel 40/o anniversario della fondazione.
Ricordando che il varo di una legge sulla libertā religiosa é menzionato nel programma elettorale della maggioranza, Prodi sottolinea come "negli ultimi anni la scena religiosa del nostro Paese sia cambiata significativamente: a storiche minoranze si sono aggiunte numerose altre comunitā di fede mentre il quadro legislativo che regolamenta la delicatissima materia della libertā religiosa risulta assolutamente obsoleto e inadeguato".
Prodi ha parlato quindi delle intese con le comunitā diverse dalla cattolica. "In qualche caso - ha detto - si tratta di semplici modifiche di intese giā approvate e vigenti, in altri di nuove intese, solo alcune delle quali sono giunte a un'avanzata fase di negoziazione. Il governo - ha assicurato - č consapevole del ritardo accumulato negli anni e della complessitā di molteplici trattative con comunitā significativamente diverse tra loro quanto a organizzazione interna, rappresentativitā, radicamento. Tuttavia, anche questa materia - ha proseguito Prodi - č nel programma che intendiamo realizzare nel corso della legislatura, in particolare confidiamo di poter approvare in tempi brevi le modifiche di intese giā stipulate".
Il premier ha parlato anche di immigrazione, riconoscendo l'impegno delle Chiese evangeliche italiane nella gestione di progetti di accoglienza, e ricordando che il governo ha giā preso importanti decisioni in materia. "Al tempo stesso - ha osservato - ha avviato un processo di riforma complessiva, nel quale intende coinvolgere le parti sociali, le associazioni degli immigrati e quelle attive nel settore dell' accoglienza".
(2 novembre 2006)
EP