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Integrazione socio-lavorativa in Lombardia: crescita di stranieri ''con alto livello di istruzione e di donne primo-migranti''. Una ricerca condotta dall'Istituto Iard Franco Brambilla
Sono stati presentati in settimana a Milano, nel corso del Convegno "Integrazione socio-lavorativa degli stranieri in Lombardia" i risultati di una ricerca condotta dall'Istituto Iard Franco Brambilla.
I dati sono interessanti, e presentano alcune peculiarità.
Nell'attuale composizione socio-demografica dei flussi migratori spicca infatti, rispetto al passato, l'importante quota di persone con alti livelli di istruzione e di donne primo-migranti: la presenza di queste due nuove categorie di soggetti pone problematiche nuove per le società riceventi.
La Lombardia rappresenta un polo di attrazione per i flussi migratori diretti verso l'Italia: si colloca infatti ormai stabilmente al primo posto nella graduatoria delle regioni e accoglie sul suo territorio più di un quinto (per l'esattezza, il 22.2%) del complesso degli immigrati, calcolati in base ai permessi di soggiorno.
Può dunque a ragione essere definita un laboratorio di punta per l'elaborazione di politiche di gestione dell'immigrazione straniera, che non siano rivolte alla sola dimensione lavorativa, ma anche a quella più estesa dell'inclusione sociale.
Dall'indagine si evidenziano alcuni caratteri distintivi della popolazione immigrata in Lombardia: gli immigrati sono strutturalmente deboli, ma per la maggior parte integri, motivati e con capacità e risorse mobilitabili, anche nell'ambito delle politiche sociali attive; non riescono a far riconoscere titoli di studio e competenze professionali pregresse, ma a volte questo capitale riaffiora sotto forma di competenze tacite che li rendono apprezzati nel mercato del lavoro e anche competitivi; non possono contare su reti efficienti di solidarietà primaria, che compensano parzialmente con la solidarietà a base etnico-nazionale; conservano a lungo un attaccamento ai luoghi di provenienza, dove il loro status è solitamente migliore rispetto a quello acquisito nella società ricevente: tale attaccamento frena tuttavia gli investimenti necessari per integrarsi nella società ospitante, e contribuisce, saldandosi con la discriminazione e l'esclusione sociale, all'arroccamento nelle comunità etniche.
Infine la composizione della popolazione immigrata tende a diversificarsi in relazione al passaggio a fasi più mature del ciclo migratorio, che producono una gamma di situazioni e problematiche diverse, che vanno attentamente monitorate e richiedono risposte articolate.
(1 marzo 2003)
s.c.
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