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I dati di una ricerca dell'Uil. I romani visti dagli stranieri: tolleranti a metà, poco disposti ad accettare e rispettare le opinioni altrui
Una ricerca dell'Osservatorio immigrati di Uil Roma e Lazio, condotta su un campione di 3.000 extracomunitari ha evidenziato come i cittadini di Roma e provincia siano tolleranti a metà, difficilmente cioè disposti ad accettare e rispettare le opinioni diverse dalle proprie.
L'indagine, intitolata "Immigrazione, quale politica per l'integrazione, la sicurezza in città e l'occupazione?" ha affrontato tre argomenti specifici: l'integrazione sociale, la sicurezza in città e l'occupazione.
Sono emersi aspetti già noti al sindacato, come il fiorire del mercato del lavoro nero che colpisce soprattutto gli immigrati, e inediti: Roma e provincia sono giudicate "insicure" dalla maggioranza degli intervistati.
Integrazione. Per ciò che riguarda l'integrazione sociale, gli immigrati si dividono in 3 tipologie distinte nel giudicare il grado di tollerabilità dei romani: per il 31,9% è buono o sufficiente, mentre il 32,5% lo considera insufficiente; solo il 3,7% lo giudica ottimo. Tuttavia gli immigrati premiano i romani per il modo di comportarsi nei loro confronti: il 34,6% degli intervistati lo ritengono "buono", sufficiente per il 27,8%, insufficiente o sgarbato per il 31,1%, mentre un restante 6,5% ammette di non avere alcun problema.
Problemi burocratici. Di fronte a problemi burocratici gli immigrati preferiscono rivolgersi altrove, piuttosto che alle istituzioni, perché riscontrano più attenzione e disponibilità: il 42,7% preferisce recarsi negli uffici delle organizzazioni sindacali, soprattutto quando le difficoltà riguardano il mondo del lavoro; per il 20,2% degli intervistati le associazioni di volontariato sono l'interlocutore scelto. Invece il 32% preferisce parrocchie e amici, mentre il 5,10% si reca direttamente presso gli uffici pubblici preposti. Una quota significativa degli immigrati (33,6%) riconosce tra loro solidarietà e partecipazione ai problemi comuni di insediamento nella metropoli; tuttavia il 31% dichiara di non condividere con nessuno i propri problemi, mentre il 35,4% non sa dare una risposta.
Forze dell'ordine.
Gli stranieri, inoltre, dichiarano di avere scarsa fiducia nei confronti delle forze dell'ordine: il 50,8% del campione ammette di non nutrire alcuna fiducia; il restante 49,2 è diviso: nutre più fiducia verso i poliziotti il 20,9%, seguono i carabinieri (17,5%) e i vigili urbani (10,8%).
Il lavoro.
Il mercato del lavoro non risponderebbe alle diverse aspettative degli stranieri: pur avendo scelto la metropoli come luogo dove vivere e lavorare, pensano che le opportunità di occupazione a Roma e provincia siano scarse: ne è convinto il 35,9% degli intervistati, contro un 31,80% che invece ammette di essere soddisfatto. Un'altra quota consistente del campione (21,8%) ha preferito rispondere "non so", il 10,5% non risponde. Per cercare lavoro si preferisce il ricorso al passa parola tra gli amici, connazionali e non (35,6%). La maggioranza degli immigrati (58,4%) considera le offerte di lavoro disponibili a Roma e provincia "insoddisfacenti", invece il 19,4% si ritiene "soddisfatto" dell'occupazione trovata.
Nella capitale e nell'hinterland regna incontrastato per gli immigrati il mercato del lavoro nero. Il 34,4% del campione ha un rapporto di lavoro irregolare, il 24,7% svolge un rapporto di lavoro occasionale non regolarizzato. Solo il 15,4% degli immigrati dichiara di avere un rapporto di lavoro regolare, mentre un visibile 3% del campione preferisce non rispondere al quesito. Il settore in cui gli stranieri pensano di trovare maggiormente opportunità di lavoro è quello dei servizi (54,9%), segue il commercio (17,6%), l'industria (16,6%) e l'artigianato (9,8%).(
(7 aprile 2003)
s.c.
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