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Milano
Nuova procedura per i ricongiungimenti
Lo Sportello unico per l' Immigrazione accetterà le domande solo per posta. Ecco come fare
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MILANO - Domande solo per posta e appuntamenti telefonici per consegnare il resto della documentazione. Da qualche giorno a Milano è cambiata la procedura per le richieste di ricongiungimento familiare.

Fino al mese scorso, domande e documenti allegati si consegnavano a mano presso gli uffici della Questura in viale Certosa, una procedura che comportava spesso file lunghissime anche solo per prenotare un appuntamento. I disagi dovrebbero finire ora che è stato finalmente attivato (in quegli stessi uffici) lo Sportello Unico per l' immigrazione, al quale passa la competenza per i ricongiungimenti familiari.

Le domande non si presentano più a mano, ma vanno spedite per raccomandata con ricevuta di ritorno a: "Prefettura di Milano, Sportello Unico per l'Immigrazione, Viale Certosa 7 20149 Milano". Si deve utilizzare il modulo s pubblicato dal Ministero dell'Interno senza inserire nella busta altri documenti, ricordandosi però di indicare un numero di telefono (fisso o anche cellulare) ed eventualmente un indirizzo e-mail.

Lo Sportello Unico fisserà telefonicamente un appuntamento con chi ha presentato la domanda per la consegna degli altri documenti, che sono indicati nel modulo s e vanno presentati in duplice copia. Sempre lo Sportello Unico darà un altro appuntamento per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare.

Le novità non finiscono qui. Grazie a un progetto coordinato dalla Provincia di Milano saranno presto attivati degli sportelli che assisteranno chi deve presentare una richiesta di ricongiungimento familiare. "È una rete affidata a Comuni, sindacati, associazioni attive nel mondo dell'immigrazione che aiuteranno gratuitamente chi vuole far venire un parente in Italia" dice Maurizio Crippa del Centro Immigrati della Cgil di Milano "È particolarmente significativo il coinvolgimento dei Comuni, il cui ruolo dovrebbe diventare sempre più importante per la gestione dei permessi di soggiorno".

(5 maggio 2006)

Elvio Pasca