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Senato
Nessun parere su ricongiungimenti e carte di soggiorno
Scaduti i termini. I due decreti legislativi tornano sul tavolo del governo senza il voto della prima commissione
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ROMA - Tempo scaduto: le nuove norme su ricongiungimenti e carta di soggiorno sono tornate sul tavolo del governo senza il parere del Senato. La commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama doveva esprimersi entro il 25 ottobre, ma quella data è passata senza che si arrivasse al voto.

Il 5 ottobre scorso erano stati illustrati in commissione sia lo schema di decreto legislativo che abbassa a 5 gli anni di residenza regolare necessari per chiedere la carta di soggiorno, sia quello che renderà più facili i ricongiungimenti familiari. Sul primo testo non c'è stato mai stato dibattito, mentre sul secondo i senatori hanno discusso per due giorni: "Abbiamo cercato fino all'ultimo una mediazione utile per esprimere il parere, ma le forze politiche, sia di maggioranza che di minoranza, avevano posizioni troppo diversificate per arrivare a votare un parere" racconta a Stranieriinitalia.it la sen. Silvana Amati, relatrice in commissione di entrambi i decreti.

Dal confronto sui ricongiungimenti sono comunque uscite alcune osservazioni delle quali il governo, rappresentato in commissione dal sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi, si è impegnato a tener conto. In particolare, come si legge nello schema di parere proposto dalla relatrice, si chiede di chiarire per quali reati contro l'ordine pubblico può essere negato il ricongiungimento e specificare che il coniuge che si vuole far entrare in Italia doveva convivere col richiedente prima del suo ingresso in Italia.

Finite le consultazioni (la Camera ha già dato parere positivo), ora i due decreti sono pronti per avere il via libera definitivo dal governo. Vediamo ancora una volta quali novità introducono:

Ricongiungimenti

Secondo il decreto del governo, un cittadino straniero regolarmente residente in Italia non avrà più bisogno di dimostare che il figlio minore rimasto all'estero è a suo carico per farlo venire in Italia. Sarà anche più facile riabbracciare i genitori: basterà dimostare che sono a proprio carico. La Bossi-Fini prevede invece che si possa chiedere il ricongiungimento solo per i genitori a carico che non hanno altri figli nel Paese d'origine. Diventano più flessibili anche le norme sull'idoneità dell'alloggio: basterà che rispetti basterà i requisiti stabiliti dalla Asl per l'abitabilità, indipendentemente dai metraggi richiesti dalle leggi regionali in materia. Viene anche data la possibilità di lavorare ai genitori che accompagnano un figlio in Italia perché si sottoponga a delle cure mediche: oggi, non avendo un permesso di soggiorno valido per stipulare un contratto di lavoro, vanno quasi inevitabilmente a ingrossare l'esercito del sommerso.

Per rifiutare revocare o non rinnovare il permesso di soggiorno a chi ha chiesto il ricongiungimento non basterà la mancanza dei requisiti (reddito, alloggio ecc.), ma andranno considerati i vincoli familiari, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e i legami con il Paese d´origine. D'altra parte, la domanda di ricongiungimento potrà essere respinta per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato o di un Paese con il quale l´Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne. Viene infine disciplinato il ricongiungimento dei rifugiati, che può essere richiesto per le stesse categorie di familiari e con lo stesso procedimento previsto per tutti gli altri cittadini stranieri. I rifugiati non dovranno però dimostare la disponibilità di un alloggio né dei requisiti economici richiesti negli altri casi.

Carta di soggiorno

Il decreto recepisce, in ritardo, una direttiva europea (2003/109/CE) dedicata allo status dei cittadini di paesi terzi "soggiornanti di lungo periodo". Secondo le indicazioni dell'Unione europea, i cittadini extracomunitari che soggiornano regolarmente in un Paese membro da almeno 5 anni possono richiedere lo status di "soggiornanti di lungo periodo", venendo per molti versi equiparati ai cittadini degli altri stati dell'Ue. Tra i benefici principali ci sono il rilascio di un titolo di soggiorno di lungo periodo, come appunto la carta di soggiorno, e la possibilità di spostarsi liberamente, anche per lavorare, in tutti i Paesi dell' Unione che hanno recepito la direttiva.

Come già previsto dall'attuale normativa, per chiedere la carta di soggiorno bisognerà dimostrare di percepire reddito non inferiore all´assegno sociale annuo. Chi presenta la richiesta anche per i familiari, dovrà dimostrare l'idoneità dell'alloggio in cui vivono, in base ai parametri minimi previsti dalla legge regionale per l´edilizia residenziale pubblica o ai requisiti igienico-sanitari accertati dalla Asl competente per territorio. La Carta non verrà rilasciata ai cittadini stranieri ritenuti pericolosi per l´ordine e la sicurezza pubblica.

Scarica

Schema di decreto legislativo recante disposizioni di attuazione della direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare


Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini dei Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo

(6 novembre 2006)

Elvio Pasca