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Ricorso contro il decreto flussi
Il Governo ottiene un rinvio: "All'esame ampliamento delle quote"
Il T.A.R. fa slittare la discussione: una lettera della Presidenza del Consiglio spiega che si sta già lavorando per superare il tetto dei 170mila ingressi...
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ROMA - Annullare il tetto massimo dell'ultimo decreto flussi? Per il Ta.r. è meglio riparlarne tra due settimane, dal momento che prima di allora il governo potrebbe aver già trovato il modo di accettare anche le domande eccedenti…

Stamattina il Tribunale Amministrativo del Lazio ha deciso di rimandare al 21 giugno la discussione sul ricorso presentato contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri dal Sindacato Lavoratori extracomunitari (Si.L.E), dall'Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico (Domina), e da Holding Famiglia. Le associazioni chiedono di sospendere l'ultimo decreti flussi, ritenuto illegittimo e iniquo, accettando tutte le domande presentate dai datori di lavoro domestico che hanno i requisiti per portare a termine l'assunzione.

È stata l'avvocatura dello Stato, chiamata a rappresentare il governo, a chiedere e ottenere il rinvio sulla base di una lettera inviata ieri d'urgenza dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel testo della lettera, che pubblichiamo in anteprima, la presidenza del Consiglio spiega che "le problematiche relative alle quote d'ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia per l'anno 2006" sono state discusse in una riunione convocata lunedì scorso dal ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero, "allo scopo di avviare l'esame degli aspetti connessi ad un'eventuale ulteriore provvedimento di ampliamento delle predette quote". Insomma, il governo ha già sul tavolo un ampliamento delle quote che permetterebbe di accogliere, di fatto, le richieste del SILE e delle altre associazioni. Di qui la scelta della prima sezione del Tar, presieduta dal giudice Antonio Savo Amadio, di rimandare la discussione sul ricorso.

"Una vittoria"

Per il Sindacato Lavoratori Extracomunitari e le altre associazioni che hanno presentato il ricorso è una vittoria.

"Si sta finalmente lavorando nella direzione giusta, il governo e in particolare il ministero dell'Interno hanno dimostrato sensibilità e voglia di risolvere questa situazione di ingiustizia, che nega i diritti di tante famiglie" dice Maria Pratsiuk, segretario nazionale del Si.L.E. "Con il nostro ricorso ci siamo fatti anche interpreti del grande disagio dei lavoratori stranieri,- sottolinea la Pratsiuk - ai quali viene negato il permesso di soggiorno anche se hanno un contratto di lavoro, e questo a causa di assurde cavillosità imposte dall'attuale normativa, che frena la regolarizzazione e la crescita della nazione".

L'on. Federica Rossi Gasparrini, presidente di Holding Famiglia, nota che la decisione del TAR "è un'accelerazione dei tempi che spingeranno il Consiglio dei Ministri a fornire risposte chiare per tutti coloro che hanno presentato domanda, e a sanare le evidenti disparità generate dai meccanismi che dovevano garantire invece pari condizioni uguali per tutti nella formulazione della graduatoria. Ci aspettiamo ora - conclude la Gasparrini - una revisione della normativa del decreto che lo trasformi in uno strumento regolamentare che esprima una corretta politica di immigrazione, anche a livello comunitario".

Ecco la lettera inviata dalla Presidenza del Consiglio

(7 giugno 2006)

Elvio Pasca