I piani del governo
Ecco la riforma dell'immigrazione
Dalla programmazione triennale agli ingressi con lo sponsor. Le novità principali in un documento presentato dal ministro Amato.
ROMA - Programmazione dei flussi triennale, ingressi con lo sponsor, permessi di soggiorno più lunghi. Gli aspetti principali della riforma del Testo unico dell'Immigrazione messa in cantiere dal governo sono illustrati in un documento consegnato la settimana scorsa dal ministro dell'Interno Giuliano Amato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, che proponiamo a tutti i lettori di Stranieriinitalia.it.
Il documento illustra la strategia dell'esecutivo prendendo le mosse dai provvedimenti già varati. Si citano lo schema di decreto che rende più facili i ricongiungimenti familiari e quello che ha abbassato da sei a cinque anni per chiedere la carta di soggiorno. Il documento si sofferma quindi sulla riforma della cittadinanza, "che da sola non risolve tutti i problemi dell'integrazione, ma certamente può aiutare a farlo. Soprattutto se la sua attribuzione è comunque subordinata alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero" . Riguardo alle modalità di questa verifica, il governo conta "molto su un approfondito dibattito in Parlamento".
Si passa quindi alla Riforma del testo unico sull'immigrazione, a aprtire dai flussi d'ingresso. "Si intende rendere triennale la programmazione delle quote", pur permettendo una "revisione annuale attraverso una procedura snella". Il presidente del Consiglio "potrà infatti emanare singoli provvedimenti di adeguamento delle quote, aumentandole ma anche riducendole". Un ruolo importante nella programmazione verrà affidato alle Regioni, soprattutto a quelle che organizzano programmi di formazione nei Paesi d'Origine.
I lavoratori altamente qualificati, avranno un canale d'ingresso privilegiato. "L'articolo 27 (ingressi fuori quota n.d.r.) dell'attuale legge non basta. I talenti nei campi della ricerca e della scienza, della cultura e dell'arte, dell'imprenditoria, dello spettacolo e dello sport saranno ulteriormente agevolati nell'ingresso e nel soggiorno del nostro Paese, al di fuori delle quote fissate per i flussi". Per loro è prevista "la concessione veloce di un permesso di soggiorno aperta della durata massima di 5 anni".
Per i lavoratori generici resterà la chiamata diretta, ma andrà messo a punto "un sistema di liste presso le nostre rappresentanze diplomatiche" per creare "una sorta di collocamento all'estero". Le liste potranno essere consultate via internet presso gli Sportelli unici per l'immigrazione dai datori di lavoro, che potranno scegliere e chiamare il lavoratore più adatto alle loro esigenze.
In alternativa, i datori di lavoro potranno rivolgersi agli sponsor, soggetti che possono far entrare lavoratori stranieri offrendo garanzie per l'assicurazione al SSN, i mezzi di sussistenza ecc. In questi casi al lavoratore verrà concesso un "permesso per inserimento" della durata di una anno. Lo Sponsor affiderà il lavoratore a un imprenditore e se dopo un periodo di prova questi deciderà di assumerlo, il permesso per inserimento verrà convertito in un permesso per lavoro subordinato. Se non ci sarà l'assunzione il lavoratore tornerà sotto la garanzia dello sponsor, che potrà aiutarlo a trovare un altro lavoro. Se non ce la farà entro, dovrà tornare in patria.
La riforma riguarderà anche i permessi di soggiorno. Innanzitutto si prevede l'eliminazione dei permessi per soggiorni brevi (inferiori ai 90 giorni), alleggerendo gli interessati e lo Stato da procedure burocratiche eccessive. "Le esigenze di sicurezza interna - spiega il documento - potranno essere garantite da una semplice dichiarazione di presenza".
Si allungherò la durata degli altri permessi. "I permessi legati a lavori a tempo determinato potrebbero essere rilasciati per uno o due anni (non, come avviene oggi, per una durata pari a quella del relativo contratto di lavoro); quelli rilasciati per contratti a tempo indeterminato potrebbero invece durare tre anni (oggi sono due)". Il rinnovo "potrebbe essere rilasciato per un periodo pari al doppio di quello previsto per il primo rilascio".
Verrà inoltre portata da sei mesi a una anno la durata del permesso "per attesa occupazione" e questo potrà essere rinnovato per una altro anno se lo straniero dimostra di disporre di un reddito annuo non inferiore all'importo dell'assegno sociale". Verrà poi estesa la possibilità di rilasciare "permessi premiali" agli immigrati che denunciano gravi reati a loro danno, "per intervenire con più efficacia sullo sfruttamento".
La riforma del Testo unico vuole anche favorire la collaborazione dell'immigrato colpito da un provvedimento di espulsione, con programmi di "rimpatrio volontario e assistito", finanziati da un "fondo nazionale rimpatri"che prevedono anche una riduzione del divieto di reingresso in Italia per chi collabora. Il documento definisce inoltre "cruciale" aumentare gli accordi di riammissione. Quanto ai Cpt, andrebbero rimpiazzati da due distinte tipologie di strutture. Da una parte un limitato numero di "Centri per l'esecuzione dell'espulsione", per i "soggetti più inclini all'illegalità e di più elevata pericolosità", dall'altro "strutture di accoglienza vera e propria" riservate al soccorso dei clandestini sbarcati o comunque individuati in condizioni irregolari e di bisogno.
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NOTE PER LA RIFORMA DEL TESTO UNICO DELL'IMMIGRAZIONE
(3 ottobre 2006)
Elvio Pasca