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Banca Mondiale
250 miliardi di $ in rimesse per lo sviluppo dei Paesi poveri
I soldi inviati casa dagli immigrati sono pari a cinque volte l' aiuto pubblico allo sviluppo. Il rapporto anuale "Global Economic Prospects" della World Bank
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WASHINGTON - Quest'anno nei Paesi in via sviluppo sono arrivati circa 250miliardi dollari, spediti a casa da chi è andato a cercare un futuro migliore all'estero. Una somma pari a cinque volte l' aiuto pubblico allo sviluppo.

Lo rivela il Rapporto annuale Global Economic Prospects (GEP) per il 2006, pubblicato ieri dalla Banca Mondiale, che dedica un focus all' importanza delle rimesse come leva per lo sviluppo nei Pesi più poveri.

Secondo il rapporto, quest'anno i migranti hanno inviato a casa 167 miliardi di dollari (il doppio rispetto a 5 anni fa) utilizzando i canali ufficiali, cioè banche e agenzia private di transazioni internazionali. Almeno altri 80 miliardi dollari avrebbero invece viaggiato attraverso canali informali, magari affidati ad amici che tornavano a casa o a vettori che, autorizzati solo al trasporto merci, accettano "sottobanco" anche la spedizione di denaro.

Le rimesse non arrivano solo da Paesi ad alto reddito, ma anche da quelli in via di sviluppo. Si tratta dei cosiddetti "flussi sud-sud", che secondo al Banca Mondiale rappresentano il 30-45 per cento delle rimesse totali.

I paesi che ricevono la maggior parte delle rimesse registrate sono l'India (21,7 miliardi di dollari), la Cina (21,3 miliardi di dollari), il Messico (18,1 miliardi di dollari), la Francia (12,7 miliardi di dollari) e le Filippine (11,6 miliardi di dollari). Quelli in cui le rimesse costituiscono la maggiore proporzione del prodotto interno lordo sono Tonga (31%), la Moldavia (27,1%), il Lesoto (25,8%), Haiti (24,8%) e la Bosnia e l'Herzegovina (22,5%).

Le rimesse contribuisco a ridurre l'incidenza della povertà nei Paesi in via di sviluppo: l'avrebbero fatta scendere dell'11% in Uganda, del 6% in Bangladesh e del 5% in Ghana. Le rimesse consentono alle famiglie destinatarie di investire nell'istruzione e nella salute, di acquistare case e di avviare attività imprenditoriali. Migliorando i conti dei Paesi destinatari, permettono a questi di accedere più facilamente al credito internazionale.

Il rapporto sottolinea che i costi imposti dagli operatori per effettuare le rimesse raggiungono spesso il 10-15 per cento per i trasferimenti di piccola entità effettuati in genere dai migranti più poveri. Una maggiore concorrenza nel mercato delle rimesse porterebbe alla diminuzione dei costi e di conseguenza ad un aumento del reddito disponibile dei migranti, creando l'incentivo di inviare più denaro a casa.

La Banca Mondiale si oppone inoltre alla tassazione sulle rimesse imposta dai governi. "Le rimesse rappresentano reddito guadagnato con la fatica che, nella maggior parte dei casi, è già stato tassato", ha spiegato l'economista capo della Banca François Bourguignon, secondo il quale il denaro inviato a casa "non deve essere tassato una seconda volta, e i governi non devono considerarle un sostituto dell' assistenza allo sviluppo".

Scarica:
World Bank's annual Global Economic Prospects report for 2006 "The Economic Implications of Remittances and Migration"

(17 novembre 2005)

Elvio Pasca