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RIMINI - Rimini sarà la prima città d'Italia ad avere un consiglio provinciale "parallelo", composto interamente da immigrati.

Il nuovo organo affiancherà infatti il consiglio provinciale ufficiale, che nei giorni scorsi ha approvato il regolamento ed ha indicato la metà di maggio come epoca più probabile per chiamare alle urne la popolosa comunità straniera della Riviera romagnola.

Il Consiglio degli immigrati avrà funzioni di rappresentanza e di proposta, ma i componenti (11 membri, compreso il presidente) non avranno diritto di voto.

Secondo una stima della Provincia sono circa 8mila i cittadini extacomunitari in regola domiciliati e residenti nel Riminese, che hanno diritto a partecipare all'elezione del nuovo organo. Per la Questura, invece, il loro numero potrebbe sfiorare quota 12 mila.

L'approvazione del regolamento è avvenuta a maggioranza del consiglio provinciale (13 favorevoli e 6 contrari). "Con questa scelta mettiamo in campo una politica di integrazione vera - ha detto il presidente dell'assise provinciale Antonio Gabellini (Ds), replicando all'opposizione di centro destra che aveva definito il consiglio degli immigrati 'strumento anomalo ed inutile' -. Il meccanismo del voto fa scattare situazioni di rappresentatività comunitaria, avanzate rispetto all'attuale rapporto con i singoli. Il consiglio degli immigrati, quindi, è anche uno strumento di utilità culturale".

Tra i compiti affidati al Consiglio Provinciale dei rappresentanti degli Immigrati, il regolamento indica quello di "favorire l'incontro ed il dialogo fra portatori di differenti culture", di "incentivare le opportunità volte a realizzare la piena integrazione degli stranieri extracomunitari nell'ambito della tutela dei diritti, dell'istruzione, della salute, dell'inserimento nel mondo del lavoro, della fruizione dei servizi sociali" e di "assume iniziative per contrastare ogni forma di razzismo e di xenofobia o di isolamento etnico e sociale degli stranieri extracomunitari".

Oltre al compito, naturalmente, di adoperarsi "per fornire informazioni utili agli stranieri extracomunitari, singoli ed associati, per consentire l'effettivo esercizio di tutte le forme di partecipazione o di accesso ai documenti previsti dalla normativa vigente".

Ogni proposta del Consiglio degli immigrati da presentare alla Giunta o al Consiglio provinciale, dovrà essere formulata per iscritto ed in lingua italiana. Inoltre, il presidente potrà prendere a parola alle sedute del Consiglio provinciale e chiedere di esaminare con gli assessori questioni di particolare rilievo per i cittadini extracomunitari.

Per partecipare alle elezioni del Consiglio degli immigrati occorre avere compiuto 18 anni, essere domiciliati o residenti in provincia di Rimini, possedere la carta di soggiorno o il permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Rimini da almeno un anno al 31 dicembre dell'anno precedente al momento delle elezioni. Indispensabile è avere la cittadinanza di un paese straniero extracomunitario o lo "status" di apolide (esclusi i cittadini Ue in possesso della doppia cittadinanza). L'elezione dei consiglieri avviene sulla base di liste elettorali suddivise per aree geografiche: Africa, Asia e Oceania, America, Europa-Apolidi (i promotori di ogni lista, singoli o riuniti in comitato, debbono raccogliere, almeno 50 e non più di 100 firme di aventi diritto al voto).

A ciascuna lista spettano tanti seggi quanti sono i voti in proporzione riportati (tot. voti validi/tot seggi = voti lista/seggi lista). Le operazioni di voto si dovranno svolgere nell'arco di un solo giorno: la data più probabile sembra essere il 12 maggio 2002. Intanto la Provincia di Rimini, presieduta da Ferdinando Fabbri, sta per avviare una campagna informativa rivolta agli immigrati con manifesti ed un opuscolo-guida che spiega a cosa serve il consiglio degli immigrati e come si fa a votare.

(20 marzo 2002)

Giovanni Senatore