Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


L'esperto
"Arresti e accompagnamenti illegittimi: si ha diritto al risarcimento dei danni"

La dott.ssa Mascia Salvatore spiega gli effetti delle due sentenze della Corte Costituzionale
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

ROMA "Arresti obbligatori e accompagnamenti alla frontiera sono illegittimi: chi li ha subiti può chiedere il risarcimento dei danni..."
La dott.ssa Mascia Salvatore, esperta in diritto dell'immigrazione a Stranieri in Italia, ci spiega gli effetti delle due sentenze della Corte Costituzionale.

Cosa è cambiato?

Diversamente da come accadeva prima, se le forze dell'ordine troveranno qualcuno che non ha rispettato un ordine di espulsione, non potranno più arrestarlo. Attenzione però: questo vale solo per chi è alla sua prima espulsione, per i recidivi le regole non sono cambiate: arresto obbligatorio e reclusione da uno a quattro anni.

E per quanto riguarda gli accompagnamenti alla frontiera?

Sono bloccati anche quelli. Sarebbero conformi alla Costituzione solo se prima dell'accompagnamento il cittadino straniero comparisse di fronte al giudice e se la convalida arrivasse prima dell'accompagnamento. Solo così verrebbe garantito il diritto alla difesa.
Siccome non esiste una norma che prevede questa procedura, bisogna aspettare che la legge venga modificata.

Quindi ormai arresti e accompagnamenti alla frontiera sono fuori legge?

Si, e lo rimarranno finché una legge non colmerà le lacune evidenziate dalla Corte Costituzionale.
Per fronteggiare l'emergenza il ministero degli Interni ha disposto che chiunque viene trovato in una posizione irregolare venga accompagnato e trattenuto presso un Centro di Permanenza Temporanea. La permanenza in questi centri è conforme alla legge, poiché non si tratta di un vero arresto, ma di una cosiddetta "detenzione amministrativa". Inoltre, il magistrato ha sessanta giorni di tempo per convalidare l'espulsione, quindi è salvo anche il diritto di difesa. Si tratta comunque di un rimedio provvisorio: la legge va cambiata.

E se intanto le forze dell'ordine continuassero ad applicare arresti e accompagnamenti?

Sarebbero atti arbitrari, non conformi a nessuna legge. Creerebbero danni ingiusti a carico dei cittadini stranieri, che avrebbero quindi diritto al risarcimento dei danni. Non bisogna poi dimenticare, ed è forse l'aspetto che creerà più problemi applicativi, che le sentenze della Corte Costituzionale hanno effetto retroattivo…

Quindi?

Quindi tutti i giudizi pendenti che hanno ad oggetto ricorsi contro accompagnamenti alla frontiera e arresti potranno ritenersi decaduti, annullati. Le espulsioni non avranno più efficacia, e si avrà diritto a chiedere il risarcimento dei danni. Quanto agli arresti, non se ne possono più annullare gli effetti, ma rimane il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione.

E chi non ha presentato ricorso?

A chi è ancora nei termini, sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, consigliamo di farlo subito. Anche se il governo dovesse intervenire con un decreto legge, questo non avrà valore retroattivo, e quindi arresti e accompagnamenti coattivi eseguiti prima del decreto rimarranno illegittimi. Il consiglio vale anche per chi si trova all'estero: potrà presentare ricorso tramite il consolato italiano oppure nominando un avvocato in Italia con procura speciale fatta sempre presso il consolato.

Secondo alcuni commentatori le sentenze della Consulta mettono fuori legge anche i Centri di Permanenza Temporanea…

Purtroppo non è così. La Consulta ha contestato la legittimità dell'accompagnamento alla frontiera, ma ha anche chiarito che il procedimento che porta al trattenimento nei CPT garantisce il rispetto del diritto di difesa del cittadino straniero.

(28 luglio 2004)

Elvio Pasca