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Roma
E' polemica sui menù etnici nelle scuole della capitale

Nasce una caso tra maggioranza e opposizione, ma i bambini hanno "gradito" le diversità culinarie
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ROMA - Le tavole delle mense delle scuole elementari della capitale, imbandite di cibi etnici una volta al mese, hanno scatenato una polemica tra maggioranza e opposizione. Ma i bambini, soprattutto quelli delle 300 scuole di Intermundia, preparati da settimane di studio sul Bangladesh, hanno apprezzato il pollo col riso, a volte giudicandolo troppo speziato, non hanno gradito il budino di riso, abituati a quello di cioccolato, ma certo la curiosità non ha fatto difetto.

L'esperimento andrà comunque avanti magari "con un maggiore coinvolgimento di genitori ed insegnanti - spiega l'assessore capitolino alla scuola Maria Coscia, che ha aggiunto alla lunga lista di offerta formativa multietnica anche i menù - per le scuole meno coinvolte dal progetto multiculturale. Anche perché dal monitoraggio realizzato all'indomani del primo esperimento viene la conferma che i palati che si adattano al nuovo battono quelli che rifiutano gusti sconosciuti.

L'opposizione, per bocca del coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani, Beatrice Lorenzin, abbandona gli aspetti culinari e la butta sull'ideologico: "la questione dell' integrazione - afferma - è un'emergenza che non può più essere rimandata e ci sembra singolare che invece di affrontare il tema dell'emarginazione sociale, dell'immigrazione incontrollata, dell'enorme dispersione scolastica tra i minori soprattutto rom, dei problemi legati al rispetto dei diritti civili delle bambine musulmane, ci si limiti ad un pasto etnico al mese".

L'Udc parla di "una forzatura inutile ai danni di chi non può scegliere e cioé dei bambini" è la bocciatura del capogruppo Udc in Campidoglio Dino Gasperini che chiede "di ripristinare la sana cucina nostrana".

Pronta la risposta di Coscia all'accusa di Lorenzin di 'limitare ad 'un pasto etnico al mese l'impegno per l' integrazione dei bambini immigrati: "tra le tantissime iniziative per favorire l'integrazione - spiega - ci sono i fondi alle scuole per servizi di accompagnamento (mediatori culturali e accelerazione dell'apprendimento dell'italiano); sussidi didattici con l'offerta di 'buone pratiche per l'insegnamento di altre discipline" e, stampati in otto lingue, anche le norme per l'iscrizione a scuola e, da quest'anno, la Costituzione, una pubblicazione rivolta non solo ai bambini italiani dunque e comunque in tema con i problemi di cittadinanza".

Per quanto riguarda i menù etnici gli aggiustamenti ci saranno ma "come per l'introduzione delle merende di metà mattina e il cibo biologico nelle mense scolastiche - ricorda l'assessore - le resistenze si superano col dialogo e i suggerimenti non ideologici". Anche perché "le 300 scuole della capitale che aderiscono al forum Intermundia hanno un percorso alle spalle che ha prodotto buoni effetti, laddove non c'é stata la stessa possibilità di allargare l'offerta formativa, la diffidenza ha prevalso".

(29 ottobre 2007)