Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


Comune di Roma
Finanziamenti a 30 imprese etniche
Hanno vinto un bando pubblicato dal Campidoglio ad aprile. Si va dal take away romeno al negozio che vende abbigliamento per danzatrici del ventre
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

Cucinare una cena a base di prodotti slavi oppure sorseggiare un té in una sala totalmente ispirata allo stile indiano. Persino organizzare un funerale con rito musulmano. Tra qualche mese, il tempo tecnico necessario a sbrigare le procedure burocratiche, e anche a Roma tutto ciò sarà possibile.

Grazie alla creatività dei cittadini immigrati e al contributo del Comune di Roma, nella capitale nasceranno trenta imprese, tutte vincitrici del bando emanato dal Comune per far conoscere alle comunità straniere presenti in città le possibilità offerte dalla legge Bersani. Oggi, nella sala dell'Arazzo in Campidoglio, il sindaco Walter Veltroni, l'assessore alle politiche per le periferie, lo sviluppo locale e il lavoro, Paolo Carrazza, e il presidente della Consulta cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere , Emeka Victor Okeadu, hanno presentato i progetti premiati, selezionati tra le 186 domande di partecipazione pervenute.

La maggior parte delle aziende rientrano nel settore dell'ethnic business e offrono i più svariati servizi: dal take away romeno all'agenzia di pompe funebri con rito di religione musulmana, passando per la vendita di capi di abbigliamento per la danza del ventre. Al primo posto si è classificata Fetahi Saska, una donna rom laureata in ingegneria e da cinque anni nel nostro paese, titolare di 'Beki', un minimarket che aprirà nel IV municipio e dove si possono comprare generi alimentari di origine slava, difficilmente reperibili in Italia, e musica zingara. "Ho pensato di aprire questo tipo di attività - ha spiegato Saska - perché noi rom siamo abituati a festeggiare ogni grande santo con un ricco pranzo, ma qui era difficile trovare i prodotti tipici della nostra comunità".

Il finanziamento del Comune di Roma ammonta a un milione di euro, l'importo massimo per ogni azienda è di 40.000 euro di cui il 40 per cento erogato a fondo perduto e l'altro 40 per cento con la formula del microcredito. Per il restante 20 per cento, gli imprenditori hanno dovuto provvedere autonomamente o trovare altri finanziatori.

"Quello rivolto ai cittadini immigrati - ha detto Veltroni - rientra in una serie di 12 bandi promossi dal Comune per agevolare la nascita di piccole e medie imprese. Abbiamo intenzione di favorire la massima integrazione dei cittadini immigrati nella nostra realtà comunale senza che questo significhi la cancellazione delle identità"

"A questa iniziativa - ha sottolineato Carrazza - hanno partecipato anche la Caritas e la Consulta dei cittadini immigrati che hanno messo a disposizione assistenza tecnica e attività di orientamento nella fase di presentazione delle domande. Il 47 per cento dei vincitori è costituito da cittadini africani, il 25 da cittadini dell'Europa dell'est. Il lavoro e l'impresa - ha concluso l'assessore - sono strumenti di integrazione e la nostra ambizione è creare una comunità multietnica basata sul rispetto".

(4 agosto 2005)