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In Emilia-Romagna un disegno di legge regionale per l'immigrazione. Lavoro, casa, scuola e salute,
con una maggiore partecipazione degli stranieri alla vita pubblica.
BOLOGNA - Assicurare ai cittadini stranieri un quadro di uguali diritti e doveri rispetto agli italiani, e promuovere la partecipazione degli immigrati alla vita pubblica.
Punta tutto sull'integrazione il disegno di legge regionale per l'immigrazione varato dalla giunta dell' Emilia-Romagna, che dopo l'estate dovrebbe arrivare al voto in Consiglio.
Via libera quindi al coordinamento e al sostegno di interventi che tocchino tutti gli aspetti della vita degli stranieri: lavoro, casa, scuola e assistenza sanitaria.
La Regione monitorerà il fabbisogno occupazionale per definire (sempre che il governo voglia tenerne conto) le quote d'ingresso annuali, e garantirà ai lavoratori stranieri l'accesso alla formazione professionale in condizioni di parità con gli italiani.
Il disegno di legge prevede inoltre programmi di formazione professionale direttamente nei paesi d'origine, recependo esperienze già avviate in via sperimentale in altre regioni come il Veneto.
Per risolvere il problema abitativo sarà sostenuta la creazione di agenzie per l' alloggio, con lo stanziamento di fondi a garanzia dell' affittuario finanziati dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria dei datori di lavoro
Altri interventi sono previsti per l'accesso degli stranieri ai servizi sanitari, con una particolare attenzione alla cura delle donne e dei minori e il rafforzamento del ruolo dei mediatori culturali.
L'integrazione si costruirà anche nelle scuole, affiancando all'alfabetizzazione alla
lingua italiana, lo studio delle lingue e delle culture dei paesi d' origine e l'adozione di modelli educativi interculturali.
Un atto dovuto nella regione italiana che vanta tra i suoi alunni la più alta percentuale di bambini stranieri.
Tutti questi interventi saranno programmati in un piano triennale per l'integrazione sociale la cui stesura parteciperà una Consulta regionale degli immigrati.
La partecipazione attiva degli stranieri alla vita pubblica è infatti uno dei pilastri del disegno di legge.
Accanto alla costituzione della Consulta, la Regione promuoverà la formazione di altri organi di rappresentanza a livello locale e, dove possibile, l'estensione del diritto di voto agli stranieri.
"Questa legge - ha detto l' assessore alle politiche sociali Gianluca Borghi - si muove in attuazione delle nostre competenze, non è una legge 'manifesto', ma nasce in un quadro preciso: quello europeo.
La Bossi-Fini ha lasciato in vigore la Turco-Napolitano nelle parti che riguardano il sostegno all' integrazione. Il settore in cui va a agire questa legge.
Non ci aspettiamo che entri in conflitto con la norma nazionale. Ma se mi si chiede se la sua approvazione oggi sia un atto politico, la risposta è sì. E un ruolo che ci assumiamo volentieri per dare un contributo che elevi, sul tema, il livello del confronto".
5 luglio 2003
Elvio Pasca
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