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Russia, enorme il fenomeno della clandestinità: 3,5 milioni gli immigrati irregolari   Invia questo articolo

In un'intervista concessa al quotidiano olandese 'De Volkskrant' il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha insistito sul fatto che "non c'e' posto nell'Unione per la Russia, paese geograficamente troppo grande per gli equilibri strategici della nuova Europa".

E' necessario "discutere di criteri", ha proseguito Prodi, "il fatto che i russi o gli ucraini si sentano europei non significa niente per me".
Il presidente della Commissione ha raccontato che nella sua recente visita a Bruxelles, il presidente russo Vladimir Putin gli ha chiesto cosa pensasse di un eventuale ingresso di Mosca. La risposta di Prodi e' stata netta. "Gli ho detto chiaramente: no, siete troppo grandi".

Senza dubbio l'ingresso della Russia nell'Unione europea non è immaginabile per un periodo ragionevole entro il quale si possano fare progetti politici ed economici.
La Russia si trova, infatti, ancora in uno stato economico che non le consente di conformarsi alle regole dell'Unione europea. Ha ancora un colossale settore pubblico da privatizzare e ci vorranno tempi più o meno lunghi per realizzare questa trasformazione.
D'altro canto, l'Unione europea non è solamente una unione monetaria, ma anche politica, che contempla, pertanto, l'ingresso di soci politicamente compatibili con essa.
Ma non è tutto. Le enormi difficoltà economiche del Paese, sono aggravate dal costante vuoto istituzionale e legislativo che circonda il mondo del lavoro, in particolare quello industriale.

Il fenomeno del lavoro nero è presente dovunque, specialmente tra gli stranieri che sono emigrati negli ultimi dieci anni: l'immigrazione clandestina - con il relativo sviluppo di lavoro irregolare - è una delle questioni che più preoccupano il Cremlino.
Sono circa 3,5 milioni gli immigrati clandestini che vivono in Russia.
In base alle stime del Governo di Mosca si prevede che nel 2003 la quota occupazionale degli operai stranieri sarà di 583.000 unità. Per ridurre l'occupazione illegale il Governo ha previsto sanzioni più dure contro i datori di lavoro che non rispettano la normativa vigente.

Secondo la nuova legge, gli stranieri che risiedono legalmente in Russia o che soggiornano per turismo potrebbero essere espulsi se il Ministero dell'Interno li ritenesse "una minaccia reale contro la sicurezza della difesa, contro l'ordine pubblico o contro la sanità pubblica."
Gli stranieri raggiunti dal provvedimento di espulsione avrebbero tre giorni per lasciare il paese. Allo scopo di aumentare il turismo, i visti più non sarebbero richiesti per le chiamate fino a 72 ore.

Non solo Russia.
In Lituania, paese confinante a nord, la polizia ha introdotto limitazioni più rigorose sugli stranieri che rimangono illegalmente nel paese.
Secondo il reparto di espansione della polizia centrale, il numero di migranti illegali è aumentato quattro volte nei primi 10 mesi del 2002 rispetto allo stesso periodo del 2001.

(5 dicembre 2002)

Stefano Camilloni