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Intervista a Souleymane Sanghare, responsabile immigrazione della Cisl.
ROMA - "Il permesso di soggiorno per denuncia è stato un bluff, nient'altro che un bluff."
Souleymane Sanghare, responsabile immigrazione della Cisl, non usa mezzi termini riguardo all'ultimo colpo di scena della regolarizzazione.
Perché parla di "bluff"?
Perché il 90% degli stranieri che avevano i requisiti per richiedere il permesso di sei mesi non hanno avuto nemmeno il tempo per riflettere e per fare la denuncia. La circolare del Ministero è stata emanata tardi, e resa nota solo qualche giorno dopo.
La gente non sapeva come fare queste denunce, che carte presentare.
C'erano tante cose in ballo, non si denuncia il datore di lavoro da un momento all'altro, su due piedi. Nemmeno il tempo di riflettere, ed i termini erano già scaduti...
I dati che ci arrivano ci confermano che i tempi strettissimi imposti dal Ministero hanno escluso tantissime persone.
Anche il telex inviato alle questure sulla procedura per la richiesta del permesso lasciava poco tempo la presentazione delle domande…
Esatto, e comunque dovevi aver fatto la denuncia entro l'11. Tanto più che spesso neanche nelle Questure sapevano come comportarsi. Ho fatto delle indagini a livello nazionale e c'era tanta confusione.
Avete continuato comunque ad avviare le vertenze?
Si, anche dopo l'11 abbiamo detto alle nostre strutture di continuare ad avviarle. Per come vanno le cose in Italia, infatti, la situazione può cambiare da un giorno all'altro.
All'inizio abbiamo consigliato di andare in Questura a chiedere il permesso anche a chi aveva fatto denuncia dopo l'undici. Poi, quando alcune Questure hanno minacciato di espulsione chi si presentava per la richiesta del permesso, abbiamo pensato che fosse meglio limitarsi ad accettare le denunce.
Cosa crede che ci sia dietro questa inopportuna scelta dei tempi per l'emanazione della circolare?
Sono stati giochi politici per far contenta la Lega. Bisognava intervenire prima.
Da mesi c'era una situazione disastrosa. Nei nostri uffici avevamo, è vero, gente che veniva a chiedere aiuto per regolarizzare colf e badanti, ma avevamo anche una fila di persone che si lamentavano perché il datore di lavoro le aveva mandate via.
Come giudica complessivamente questa regolarizzazione?
Nell'insieme ha prodotto cose negative, il 30% degli immigrati irregolari potevano approfittare di questa regolarizzazione, ma, tenendo conto della normativa, e delle condizioni sono ancora rimasti fuori
Quindi non ha raggiunto il suo scopo?
Assolutamente no, ha creato più confusione e, come al solito, la gente che è venuta con i dollari ha potuto presentare le domande, mentre i poveracci che campano con i piccoli lavori sono rimasti ancora un'altra volta fuori dalla regolarizzazione.
Un'altra parte di queste persone, poi, non hanno potuto neanche usufruire di quest'ultima norma sul permesso per denuncia. Ripeto, non si denuncia il datore di lavoro da un giorno all'altro.
Non sarebbe il caso di cerare uno strumento duraturo per la regolarizzazione di chi lavora in nero?
Certo, ma al momento stiamo ancora riflettendo su questa regolarizzazione, che per noi non è altro che un inizio.
Ho ricevuto dei dati da una provincia che dice che delle domande di regolarizzazione presentate da loro ne sono state rimandate indietro 92 perché c'erano troppi errori.
Le domande sono ferme, ma le persone che le hanno presentate che fine faranno?
Tanto più che molte volte gli errori sono da attribuire alla Questura centrale.
Il governo dice che questa è l'ultima sanatoria.
Se pure fosse così, sono sicuro che questa regolarizzazione non finirà mai.
Nel 2003 le domande di tantissime persone che hanno diritto al permesso di soggiorno saranno ancora ferme nelle prefetture.
A queste persone spetta un permesso di soggiorno di un anno che sarà scaduto, non so quindi che cosa riceveranno.
Questo per dire che è solo un inizio: quando finirà non si sa.
(23 novembre 2002)
Elvio Pasca
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