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Francia
Giro di vite sull'immigrazione
Maggiori controlli su matrimoni e ricongiugimenti familiari. Il ministro Sarkozy:"Il prossimo anno 25mila espulsioni".

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PARIGI - Dopo le settimane di guerriglia urbana che hanno sconvolto la Francia il ministro dell'interno Nicolas Sarkozy prende la parola nell'Assemblea Nazionale per rivedere le politiche francesi sull'immigrazione.

Con il suo solito linguaggio diretto Sarkozy ha detto in sostanza che la Francia vuole scegliere quanti arrivano sul suo territorio per poterli integrare. 'Si' a studenti validi e ricercatori, ma 'no' a quelli che nessun altro al mondo vuole. La parola d'ordine è maggiori controlli sull'immigrazione familiare.

Il ministro ha messo in dubbio l'opportunità di un riconoscimento automatico della cittadinanza legata al matrimonio per gli stranieri in situazione illegale al momento del matrimonio stesso.

Nodo della questione le ricongiunzioni familiari: tra le indicazioni date c'é il raddoppio a due anni del tempo minimo perché uno straniero residente in Francia possa chiedere la ricongiunzione della famiglia, e comunque condizione necessaria affinché ciò possa avvenire diventa la conoscenza della lingua francese; diventerebbero quattro, da due che ora sono, gli anni al termine dal quale uno straniero che ha sposato un francese può chiedere la cittadinanza; prevista anche una maggiore severità nel controllo dei matrimoni misti registrati all'estero.

Nel suo discorso Sarkozy ha denunciato la presenza di 80-100 mila immigrazioni illegali ogni anno in Francia, sottolineando che i diritti sociali riconosciuti ai clandestini li spingono a venire nel Paese. E che tutto ciò va rivisto. Per questo motivo ha promesso 25 mila espulsioni l'anno prossimo.

Davanti alla commissione per il lavoro clandestino Sarkozy ha infine rilevato la pericolosità dei "partner italiani e spagnoli": l'Italia "ha regolarizzato 700 mila lavoratori clandestini sulla base di un contratto di lavoro, nel 2002, e gli spagnoli ne hanno regolarizzato quest'anno 600 mila".

Un giudizio duro sul discorso di Sarkozy è arrivato da Jack Lang, ex ministro socialista, per il quale la maggioranza è colpita da "regressione intellettuale" mentre le associazioni per i diritti dell'uomo hanno denunciato la "deriva xenofoba" di queste scelte.

(30 novembre 2005)

r.m.