BRESCIA - Il Tg Multietnico di Rete Brescia compie un anno di vita. A soffiare sulla candelina di compleanno l’altra sera in redazione, c’erano tutti i conduttori del primo telegiornale plurilingue nel panorama delle televisioni private e non d’Italia. Già, perché il Tg Multi, come lo chiama familiarmente Idriss Sanneh, giornalista, volto ed ideatore del programma in onda tutti i giorni su Rete Brescia dalle 19.40 alle 20.02, viene presentato a rotazione da sette diversi speaker. Uno ogni sera, quante sono le lingue di appartenenza delle comunità di immigrati che vivono nel Bresciano: 60mila presenze ufficiali, alle quali bisogna aggiungere 20mila clandestini.
"Come faranno a stabilire questi numeri…", si domanda ironicamente Sanneh, nato a Dakar, in Senegal, da genitori del Gambia, in Italia da trent’anni ed una carica di simpatia che contagia tutti quelli che lo conoscono e, naturalmente, i suoi numerosi telespettatori. "Ho 50 anni suonati - dice - e sono anche un po’ suonato… Scherzi a parte, festeggiamo un compleanno: il Tg Multi compie un anno di vita, facciamo un talk show con tutti gli speaker". Inglese, francese, cinese, arabo, serbo/croato, albanese e spagnolo. Queste le lingue del Tg Multietnico di Rete Brescia.
Fino all’11 settembre, c’era anche l’idioma del Pakistan, "ma abbiamo deciso di interrompere il tg in lingua urdu: un atto dovuto, a tutela dell’incolumità dello speaker, ma anche per evitare il sospetto che potessero passare messaggi in codice".
Ventidue minuti tutti i giorni, domeniche comprese: il Tg Multietcnico si apre con le notizie locali, di servizio e di cronaca che riguardano gli immigrati, poi si passa alle news internazionali e quindi alle informazioni sul paese di turno. Sanneh svolge un ruolo di coordinatore, appare in video, presenta le notizie in italiano, poi la parola passa agli speaker. "Non abbiamo dati auditel - dice - ma abbiamo parecchi spettatori, a giudicare dalle tantissime telefonate e dalle persone che ci fermano per strada".
Rete Brescia copre quasi tutta la Lombardia, ma arriva anche fino a Trento, Verona, Piacenza. "Roma 2 settimane, Milano 4 mesi, Brescia per sempre": Sanneh, padre di quattro figlie femmine, non nasconde il suo amore per la città che lo ha adottato. "Mi trovo molto bene qui, altrimenti non sarei rimasto - spiega - sono un giornalista professionista, devo ringraziare Rete Brescia a il suo lungimirante editore e presidente, Virgilio Baresi, per l’opportunità che mi è stata offerta e per il coraggio di farmi fare questo telegiornale. L’idea l’avevo già proposta 5 anni fa, ma i tempi non erano maturi, poi sono tornato alla carica. Brescia - aggiunge - ha una realtà di immigrazione abbastanza dura, qui lavorano tutti, ma ci sono anche molti clandestini e una criminalità diffusa, dicono che siamo noi… La mia idea era di fare informazione che riguardasse la nostra gente e che potesse interessare anche gli italiani".
Come è cambiato il rapporto degli italiani con gli immigrati? "A parte il difficile momento storico attuale - risponde Sanneh - io credo che siamo serviti da trampolino: all’inizio ci guardavano folcloristicamente, non sapendo la lingua, poi c’è stata una curiosità culturale nei nostri riguardi. I rapporti sono migliorati. Abbiamo trovato uno spazio nel quale poter dialogare interattivamente con gli italiani - conclude -. Credo che sia molto importante dare voce ai tantissimi stranieri che vivono qui. Non voglio l’imprimatur, ma penso che in ogni regione d’Italia dovrebbe esserci una radio o una tv che dia voce alle minoranze etniche, come facciamo noi".
(8 novembre 2001)
Giovanni Senatore