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Consiglio dei ministri
Slitta il ddl contro gli schiavisti
Rinviato a venerdì prossimo. Permesso a chi denuncia "gravi condizioni di sfruttamento" e pene più severe per caporali e imprese
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ROMA - Slitta alla prossima settimana il via libera del governo al disegno di legge antisfruttamento che aprirà la strada alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri ridotti in schiavitù e permetterà di punire più severamente i loro aguzzini.

Il testo è arrivato stamattina in Consiglio dei Ministri, ma come ha spiegato poco fa in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta "è emersa la necessità di ulteriori approfondimenti su due o tre questioni e quindi è stato rinviato a venerdì prossimo, quando probabilmente sarà maturo per l'approvazione".

Scritto a quattro mani dai titolari dell'Interno e della Solidarietà Sociale con il contributo del ministro del Lavoro, il ddl è il frutto di un lungo confronto all'interno dell'esecutivo. Secondo le anticipazioni circolate finora, i pochi articoli che lo compongono ne individuano con precisione il campo di applicazione, scongiurando il pericolo di un'ondata di delazioni e soprattutto di un richiamo per aspiranti clandestini che sanno di poter trovare facilmente un impiego in nero nei campi o sui cantieri italiani.

Il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato solo ai lavoratori stranieri che si trovano in "gravi condizioni di sfruttamento" accertate inequivocabilmente dalle autorità. Questa situazione si verificherebbe quando la paga è inferiore di oltre un terzo rispetto ai minimi contrattuali e se ci sono violazioni gravi e sistematiche per quanto riguarda l'orario, i riposi, la sicurezza e l' igiene sul lavoro.

Giro di vite contro i caporali, che dovranno pagare una multa di 9mila euro per ogni lavoratore reclutato e saranno puniti con la reclusione da 3 a 8 anni . Per le imprese che sfruttano i "nuovi schiavi" si prospetta anche l'esclusione per un anno da appalti, contributi e agevolazioni europee.

(10 novembre 2006)

Elvio Pasca