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ROMA - "Roma, un anno per la pace". Potrebbe essere questo il titolo di una manifestazione d’arte interreligiosa che dovrebbe svolgersi nel 2002 nella capitale, in un luogo messo a disposizione dal Comune: un mese dedicato a ciascuna delle 11 diverse comunità presenti a Roma, più uno finale, al quale far partecipare insieme tutte le confessioni, nel segno di una pacifica convivenza.

La proposta è emersa nel corso dell’incontro: "Roma città della pace. L’impegno delle religioni per una convivenza solidale", svoltosi ieri pomeriggio in Campidoglio.

All’incontro, organizzato dalla consigliera delegata alle Politiche della Multietnicità del Comune di Roma, Franca Eckert, e presentato brevemente dal sindaco Walter Veltroni, hanno partecipato i rappresentanti di tutte le maggiori religioni presenti a Roma: cattolici, musulmani, ebrei, induisti, buddisti, sikh, valdesi, testimoni di Geova, ortodossi, Baha’ì e buddisti "Soka Gakkai". "Penso valga la pena di fare di Roma un’isola che possa essere di esempio al mondo", ha detto Franca Eckert Coen, ricordando la tradizione multireligiosa della città eterna.

La consigliera delegata al Politiche della Multietnicità del Comune di Roma Eckert Coen ha inoltre annunciato l’intenzione di svolgere un sondaggio tra i rappresentanti delle comunità delle maggiori religioni presenti a Roma, circa eventuali esigenze di spazi particolari per la sepoltura dei propri defunti, così da poter provvedere, nel caso vi fossero richieste in tal senso, a far realizzare strutture idonee allo scopo. Attualmente soltanto gli ebrei dispongono a Roma di un proprio cimitero al Verano, separato da quello cattolico.

Franca Cohen ha anche annunciato l'apertura di un centro permanente per la pace, dove sono cominciati gli incontri tra gruppi di immigrati e che è frequentato anche dagli addetti culturali di varie ambasciate e da alcuni intellettuali laici.

La Cohen si è soprattutto impegnata a continuare a lavorare raccogliendo le numerose sollecitazioni giunte dai rappresentanti dalle varie sedi religiose. "Mai come ora - ha detto il sindaco nel suo saluto al convegno - con il mondo che si sente minacciato è necessario evitare l'alzarsi di steccati che aprono la strada a conflitti religiosi. Osama Bin Laden vuole il conflitto tra culture, noi dobbiamo impedirlo perché questo è il tempo del dialogo in una prospettiva di pace".

Tra le iniziative per conoscere le varie religioni, nel convegno si è proposto anche di organizzare dei corsi di approfondimento, di organizzare nelle scuole delle ore comparative di religione, di avviare delle iniziative comuni di solidarietà sociale. Tutti hanno accolto con un caloroso applauso l'invito del pastore valdese Paolo Ricca a ogni religione "a combattere i propri fondamentalismi".

"Ciascuna religione deve sapere cercare nell'altra il volto di Dio" ha detto il rappresentante degli induisti Franco Di Maria, mentre quello dei sikh, Ari Singh, ha invitato tutti "ad avere pensieri positivi per contrastare la spirale di violenza che il pianeta sta vivendo".

Franco Pittau, della Caritas, ha invitato una maggiore apertura nei confronti degli immigrati. Ha dato, invece, particolare importanza all'aspetto della sepoltura il rappresentante degli ortodossi, Nilos Vatoperinos, mentre Mario Scialoja, rappresentante della lega musulmana ha detto che le religioni devono imparare a convivere l'una con l'altra senza prevaricarsi e la cultura è la chiave per poterlo fare.

(6 novembre 2001)