Decreto flussi-bis
I Sindacati a Ferrero: "Evitare il passaggio per i Consolati"
Cgil, Cisl e Uil convocati dal ministro per discutere le procedure, che rischiano di essere lunghissime. Possibile coinvolgimento dei Patronati
ROMA - Saltare il passaggio dai consolati per il decreto flussi-bis: ai lavoratori stranieri che in buona parte, come è noto a tutti, si trovano già irregolarmente in Italia, non si dovrebbe chiedere di tornare nel loro Paese d'origine per poi rientrare regolarmente.
Lo hanno chiesto oggi Cgil , Cisl e Uil al ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, che ha convocato i sindacati per discutere le procedure legate nuovo decreto. Se non verranno snellite, si rischia infatti di dover attendere molti mesi prima che le assunzioni programmate da famiglie e imprese possano essere portate a termine.
Per gli Sportelli Unici per l'Immigrazione (e sopratutto per gli uffici della P.A. coinvolti nei flussi d'ingresso che riuniscono), si annuncia una mole di lavoro spropositata: sono chiamati a gestire 520mila domande, cioè le 170mila che rientrano nel vecchio decreto, e le altre 350mila,
presentate entro il 21 luglio scorso, che si aggiudicheranno i nuovi ingressi. Se consideriamo che negli ultimi quattro mesi, come spiegava qualche giorno fa lo stesso min. Ferrero, solo qualche centinaio di domande ha concluso l'iter, le prospettive sono tutt'altro che rosee.
"È una mole consistente di pratiche - scrivono in una nota congiunta i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Morena Piccinini, Oberdan Ciucci e Guglielmo Loy - che, con le attuali procedure, che il precedente governo ha improntato ad una filosofia di scoraggiamento, farraginosità e vessazione alla quale ha fatto riscontro una totale inefficienza della macchina burocratica, corre il rischio di rimanere inevasa per lunghi mesi, vanificando, in tal modo, la bontà e la giustezza del provvedimento, peraltro, atteso da tutti. Il sistema messo in piedi dal precedente governo ha sostanzialmente fallito e quindi c'é la necessità di affrontare una vera e propria emergenza".
Tra le ipotesi sul tavolo per alleggerire il lavoro degli Sportelli unici c'è anche un coinvolgimento dei patronati. Durante l'incontro di oggi, spiegano infatti i sindacalisti, "il Ministro ha richiesto e ottenuto la disponibilità delle Parti Sociali ad approfondire le modalità di una loro attiva partecipazione, tramite i patronati, allo snellimento delle procedure e degli arretrati. Una disponibilità subordinata, come richiesto da tutte le organizzazioni, al chiaro indirizzo del Governo in merito al rispetto dei ruoli ed alla gratuità del servizio per l'utenza".
Intanto, Piccinini, Ciucci e Loy chiedono di stringere i tempi "evitando il passaggio dei Consolati" definiti "una strozzatura esiziale anche per un numero ordinario di attività autorizzative", ed abbattere al massimo i costi per i lavoratori immigrati. Cgil, Cisl e Uil trovano "inconcepibile" che i lavoratori stranieri, già in maggioranza presenti sul nostro territorio, "debbano, in ossequio alle norme palesemente sbagliate della Bossi-Fini, ritornare nel proprio paese d'origine alla ricerca di un visto senza alcuna certezza né sui tempi, né sull'esito della pratica, ingenerando al contempo gravi disagi ad famiglie ed imprese italiane".
(27 luglio 2006)
EP