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TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia guarda sempre più ad Est e scende in campo con due nuovi progetti in favore della Slavonia, grazie ai quali imprenditori italiani potranno tra l'altro avvalersi di manodopera edile addestrata nella regione croata, ma anche nel Friuli Venezia Giulia.

L'iniziativa contribuisce a dare forma ad EurAdria, l'area transfrontaliera di cooperazione nello scacchiere adriatico-danubiano, che mira allo sviluppo dei rapporti tra Nord-Est italiano e Carinzia, Slovenia, Croazia e Regione Istriana.

I due progetti, che riguardano l'assistenza tecnologica alle imprese e la formazione professionale di manodopera nel settore edile, fanno parte di un pacchetto di 27 previsti per i quali sono a disposizione circa 3,5 milioni di euro: un quarto stanziati dalla Regione e tre quarti dall ministero degli Esteri.

A ricoprire il ruolo di società di supporto operativo della Regione nel programma di cooperazione decentrata in Slavonia è stata chiamata Informest.

L'obiettivo è sostenere la ricostruzione dell'area subdanubiana della Croazia, pesantemente coinvolta dieci anni fa nel conflitto scoppiato con la Serbia. Secondo Lucio Cinti, responsabile della task-force per la Slavonia, il progetto offre prospettive di interessanti ricadute sulla economia del Friuli-Venezia Giulia, oltre che naturalmente su quella croata.

"E' un'iniziativa sperimentale - spiega - che se darà effetti positivi potrà essere ripetuta anche in altri settori, come ad esempio quello del legno ove vi sono analoghi problemi a quelli dell'edilizia in termini di reclutamento della manodopera".

Il Comitato di supervisione del progetto Slavonia ha inoltre stabilito di erogare un contributo volto a favorire lo sminamento dell'area martoriata dalla guerra. Si tratta di appena 25mila euro: Cinti ne ha evidenziato il significato "simbolico".

I mesi passati sono stati dedicati a mettere a punto gli aspetti burocratici e formali per "intersecare" la legislazione croata con quella italiana e porre le basi per una operatività snella ed efficace: dei 27 progetti, 13 riguardano lo sviluppo della piccola e media impresa, 3 l'assistenza legale, 5 ambiente ed agricoltura, 6 assistenza sociale, anche per favorire il superamento dei traumi postbellici.

Ma gli amministratori del Friuli Venezia Giulia si rivolgono anche ai "cugini" dell'Istria, con un "monitoraggio" continuo dei rapporti e delle relazioni da tempo in atto dopo la sottoscrizione ('99) del protocollo di collaborazione tra le due Regioni, nella comune prospettiva dell'allargamento Ue anche alla Croazia e nella "cornice" di EurAdria.

Nel corso di un recente incontro bilaterale ufficiale a Trieste presieduto dai presidenti Renzo Tondo ed Ivan Jakovcic, è stata ribadita la necessità di un'integrazione tra le due regioni non solo economica e "politica" ma anche nei fatti: infatti Tondo ha offerto a Jakovcic il supporto tecnico dei nuovi uffici della Regione a Bruxelles "in via sperimentale" (magari arricchito da risorse umane provenienti dall'Istria) per presentarsi assieme all'Europa.

EurAdria, dunque, prende vigore ed un suo summit, ha confermato Jakovcic, si svolgerà a settembre-ottobre in Istria (forse a Brioni) con all'ordine del giorno la collaborazione sia istituzionale che produttiva, coinvolgendo nelle discussioni anche i due sistemi economici.

Ed i rapporti economici, soprattutto, sono stati al centro dell'incontro bilaterale, con l'analisi dei problemi del trasporto via mare e via terra (il traghetto Umago-San Giorgio di Nogaro in testa), del ruolo di Finest in nuove iniziative in campo industriale e turistico, dei possibili ulteriori investimenti delle "public utilities" della regione in Istria. Tutti argomenti che nei prossimi mesi saranno oggetto di approfondimento nei tavoli tecnici del Gruppo di lavoro misto affidato all'assessore Paolo Ciani ed al direttore dell'Agenzia per lo Sviluppo Darko Lorencin.

(6 maggio 2002)

Giovanni Senatore