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TRIESTE - Si rafforzano i rapporti tra la Regione Friuli Venezia Giulia, le province di Venezia e di Rovigo e la Slovenia, in vista di uno sviluppo delle aree di confine, tradizionali zone di transito da parte di immigrati stranieri anche clandestini diretti in Italia. Nell'ambito di un allargamento dei contatti e della collaborazione economica tra stati è stato avviato un programma congiunto di cooperazione transfrontaliera finanziato con 86 milioni di euro.
Nei giorni scorsi a Trieste il Comitato di Sorveglianza del programma comunitario Phare Italia-Slovenia, ha approvato i criteri di selezione congiunta "sulla qualità della cooperazione transfrontaliera e sull'impatto dei progetti nei rispettivi territori", che il Comitato di Pilotaggio a composizione paritetica italo-slovena applicherà ai progetti dopo la preistruttoria da parte del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto.
La delegazione slovena, inoltre, ha illustrato il livello di attuazione del programma Phare Cbc a proposito del progetto "Eco Adria" per lo sviluppo ecologico della regione Primorska: un'iniziativa di tutela ambientale per la realizzazione di impianti di depurazione dei corsi d'acqua che scorrono dalla Slovenia all'Italia.
Nel complesso - ha riferito la Giunta Regionale - l'attuazione dei programmi è stata vista nell'ottica del prossimo ingresso della Slovenia nell'Unione Europea. La delegazione italiana e quella slovena - di cui facevano parte, tra gli altri, gli esponenti dei Ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dell'Economia, il portavoce del presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Alessandro Colautti, il direttore del Sari (Servizio autonomo rapporti internazionali), Lucio Pellegrini, e i rappresentanti della Regione Veneto - si sono incontrate alla presenza di Henning Reimann, funzionario della Direzione generale della Politica regionale della Commissione europea, responsabile per l'attuazione dell'iniziativa comunitaria Interreg.
Il documento che sancisce l'avvio del programma comunitario Interreg IIIA Phare CBC (Cross Border Cooperation) tra Italia e Slovenia per il periodo 2000-2006, era stato approvato nelle scorse settimane dal Commissario Europeo alle Politiche Regionali, Michel Barnier.
La decisione riguarda l'intero Friuli-Venezia Giulia, le Province di Venezia e Rovigo e, per la parte slovena, potrà trovare applicazione nelle aree del Goriziano (Goriska), della Litoranea-Carsica (Obalno-Kraska) e nel territorio comunale di Kranjska Gora.
Il programma di cooperazione transfrontaliera, prevede una dotazione finanziaria (dal 20 novembre 2000 al 31 dicembre 2006, tra risorse dell'Unione, del Fondo Regionale per lo Sviluppo Economico, dello Stato e delle due Regioni) di oltre 86 milioni di euro, con una quota a carico della Regione Friuli-Venezia Giulia di 9,2 milioni di euro.
Degli 86 milioni di euro, 61,3 milioni saranno destinati a progetti da attuarsi sul territorio del Friuli-Venezia Giulia.
Nella precedente programmazione 1994-1999, ad Interreg III erano state assegnati finanziamenti per circa 70 miliardi di lire (oltre 36 milioni di euro).
I settori di attività del programma 2000-2006 saranno quelli dello sviluppo sostenibile, della collaborazione economica, dello sviluppo delle risorse umane e dell'armonizzazione dei sistemi.
(25 febbraio 2002)
g. s.
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