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"Adel Smith? Non rappresenta nessuno". Intervista alla direttrice di Al Maghrebiya Souad Sbai
ROMA - "Adel Smith non rappresenta nessuno, e per la sua iniziativa non può certo parlare a nome degli immigrati musulmani"
Souad Sbai, direttrice del mensile per gli arabi in Italia Al Maghrebiya, e presidentessa dell'associazione delle donne delle comunità marocchine (ACMID-Donna), liquida duramente l'azione giudiziaria di Adel Smith contro il crocifisso in aula.
"È semplicemente una mossa pre-elettorale - dice- fatta da Smith per pubblicizzare il Partito dei Musulmani d'Italia che ha appena fondato".
Certo come operazione di marketing elettorale è un po' dura…
"Troppo. Sappiamo tutti che in campagna elettorale si mette in gioco di tutto, ma Adel Smith ha toccato il simbolo più sacro dei cattolici italiani, con un atteggiamento che non ha nulla a che vedere con l'Islam. Smith, ripeto, può parlare solo a suo nome".
Eppure, secondo il Corriere della Sera il Partito dei Musulmani d'Italia ha un potenziale elettorale del 5%!
"Niente di più errato: il partito di Smith potrebbe rappresentare, al massimo, il 5% dei musulmani italiani, esattamente quelli che frequentano abitualmente le moschee.
Se considerate che a Roma la moschea più grande d'Europa è frequentata da appena una decina di italiani, potete rendervi conto di quale sia l'effettivo potenziale elettorale del Partito dei Musulmani d'Italia".
Crede che se votassero anche gli stranieri Smith non potrebbe sperare di essere eletto?
Assolutamente no, perché non rappresenta nessuno di noi!
Cosa ha Adel Smith in comune con un albanese, un tunisino, un marocchino o un pakistano?
Non si possono poi "arruolare" tra i musulmani tutti gli immigrati che vengono da paesi a maggioranza islamica, e nemmeno, con un'operazione razzista, dire che i musulmani voterebbe in massa per lui.
Perché razzista ?
Perché significa ignorare la capacità dei musulmani di comprendere e vivere l'insegnamento laico che distingue tra una dimensione religiosa individuale e quella del governo della cosa pubblica"
Comunque Smith si dice non interessato a far votare gli stranieri…
"Ed è un bene, perché così prende definitivamente le distanze da tutti gli immigrati che alle urne vorrebbero andarci. Il disinteresse è reciproco"
Con la sua iniziativa Smith ha però dato fiato a chi grida all'invasione musulmana. Che ne pensa?
L'invasione musulmana in Italia esiste solo sulle pagine dei giornali. Si lancia un allarme che non ha fondamento, ma fomenta la paura e la tesi di uno scontro tra civiltà.
Siamo preoccupati che proprio quando si inizia a parlare di voto agli immigrati, si monti una polemica che rischia di farci fare dieci passi indietro.
Crede quindi che le polemiche di questi giorni possano ostacolare i fautori del voto agli stranieri?
Purtroppo sì, perché rilancia, come abbiamo visto, la paura dello straniero e fa passare in secondo piano una proposta che per l'Italia è una conquista di civiltà. C'è chi già dice "non vogliono il crocifisso e dobbiamo dargli il voto?".
Spero davvero che chi vuole portare gli immigrati alle urne non si faccia buttare fumo negli occhi da questa polemica e continui sulla sua strada.
(29 ottobre 2003)
Elvio Pasca
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