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Diritti
La Spagna verso il voto agli immigrati
La proposta di legge sarà presentata oggi. Se passerà entrerà in vigore nelle elezioni municipali del 2007
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MADRID - Il governo spagnolo vuole che gli stranieri che risiedono legalmente nel Paese possano votare nelle elezioni municipali del 2007 e per questo promuoverà accordi con i Paesi che hanno il maggior numero di connazionali residenti in Spagna.
La misura potrebbe riguardare 2 milioni di stranieri non comunitari che vivono e lavorano in Spagna.

I socialisti e i loro alleati comunisti di Izquierda unida (Iu) presenteranno oggi in parlamento una proposta di legge appoggiata dal premier José Luis Rodriguez Zapatero nella quale si chiede al governo la firma di accordi con i principali Paesi d'origine che rendano possibile la reciprocità del diritto al voto. Nel caso di Paesi come Argentina, Venezuela, Cile, Uruguay e Colombia bisognerebbe solo ratificare gli accordi già firmati.
Il portavoce di Iu Joan Herrera ha detto in conferenza stampa che "le nostre democrazie non lo possono essere a metà. Gli immigrati non possono servire solo a pagare le tasse ma devono avere il diritto al voto e ad essere eletti".

La proposta di legge, secondo Herrera, è un modo di "evitare la xenofobia". In Spagna, secondo dati ufficiali del giugno 2006, 1.958.091 persone risiedono legalmente ma non possono votare in quanto il governo non ha firmato gli accordi di reciprocità con i loro paesi d'origine affinché gli spagnoli possano votare a loro volta in quei paesi. I norvegesi sono gli unici stranieri non comunitari che possono votare in Spagna e fuori dall'Ue, gli spagnoli possono votare in Nuova Zelanda, Perù ed Islanda. Nel testo la Camera solleciterà il governo ad "iniziare trattative e la firma di accordi con i Paesi con un numero più alto di connazionali residenti in Spagna a cominciare da quelli con cui la Spagna ha legami storici, politici e culturali più stretti, affinché questi cittadini possano votare ed essere eletti nelle elezioni municipali in Spagna".

Nel caso dei Paesi dove non ci sono elezioni democratiche, come Cuba o Cina, o in quelli dove le legislazioni impediscono il voto agli stranieri, la proposta di legge chiede al governo di rendere flessibile il criterio di reciprocità. Gli stranieri più numerosi in Spagna provengono dal Marocco (503.966), Ecuador (339.618), Colombia (211.122), Romania (189.966) e Cina (92.915). Il governo conta sul voto favorevole dell'opposizione poiché il leader del Partito popolare (Pp), Mariano Rajoy, ha chiesto più volte il diritto di voto per gli stranieri anche se oggi ha affermato che questo non è il problema più grave del paese ma quello di "essere diventato un paradiso per l'immigrazione illegale. Nelle Canarie - ha detto - la situazione è insostenibile".

(17 agosto 2006)