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Spagna
Accordo tra governo, imprese e sindacati sulla regolarizzazione
La sanatoria proposta dal governo Zapatero dovrebbe coinvolgere fino a un milione di irregolari. Critiche dal Partito Popolare, che teme un "effetto richiamo"

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MADRID - Il progetto di una sanatoria per gli immigrati irregolari proposto dal governo Zapatero incassa il sì di imprese e sindacati spagnoli. Critico invece il Partito Polare, che dall'opposizione denuncia l' effetto richiamo che una regolarizzazione potrebbe avere su altri clandestini. Il sindacato CCOO, sebbene contrario alla regolarizzazione, chiede di approntare le strutture necessarie per una procedura che dovrebbe durare tre mesi.

L'accordo tra governo, imprese e sindacati prevede che siano regolarizzati gli immigrati che dimostrino (attraverso alcuni riscontri anagrafici) di essere residenti in Spagna da almeno sei mesi, e che dispongano di una proposta di contratto della durata di almeno sei mesi, o di tre mesi se si tratta di lavoratori agricoli stagionali.

Dopo che si saranno iscritti alla Seguridad Social (l'equivalente della nostra INPS), gli irregolari otterranno un permesso di soggiorno. I sindacati maggioritari considerano positivo e soddisfacente l'accordo. Per la CEOE la regolarizzazione produrrà un aumento notevole di posti di lavoro.

Il portavoce del Partito Popolare al congresso, Eduardo Zaplana, ha chiesto al governo di redere noto il numero degli immigrati che regolarizzerà e quali saranno le conseguenze per il mercato del lavoro, come un eventuale "effetto chiamata" sugli irregolari che vivono in altri paesi europei.

La vicepresidente del governo María Teresa Fernández de la Vega e il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Jesús Caldera stimano tra 800mila e un milione il numero di immigrati che potranno regolarizzare la loro situazione.

La Atime (Asociación de Trabajadores Inmigrantes Marroquíes) di La Rioja ha espresso "piacere e soddisfazione" per l'accordo, dicendosi certa che si tratta "di una misura giusta e di buon senso per combattere la discriminazione e marginalizzazione socio-lavorativa che soffrono decine di migliaia di lavoratori immigrati e le loro famiglie"

Il sindacato CCOO ha chiesto che vengano prese misure speciali per fronteggiare la regolarizzazione, aumentando le risorse economiche, gli uffici e i funzionari per smaltire velocemente le richieste. Il sindacato ha sollecitato un'autentica decentralizzazione degli Uffici stranieri e l'appoggio delle amministrazioni autonome e locali. Il CCOO considera comunque sbagliato consolidare un modello di politica sull'immigrazione basato su una legislazione dura, ma con periodiche "regolarizzazioni straordinarie"

Il rappresentante del governo a Madrid, Constantino Méndez, assicura invece che il governo è pronto a fronteggiare la richiesta di "normalizzazione" di circa 300mila immigrati irregolari che si calcola vivano nella regione, e sottolinea che nonostante la grande pressione migratoria che subisce la Spagna, si è ancora lontani dalle soluzioni trovate da Paesi dell'Unione europea.

In ogni caso, dice Méndez, "parliamo di una grande massa di persone che dobbiamo integrare; se lo facciamo bene sarà un successo per la nostra società e per il nostro sistema produttivo, se lo facciamo male saremo risulteremo sconfitti di fronte a un fenomeno che invece ha molti aspetti positivi".

Il portavoce del gruppo parlamentare socialista, Antonio Hernando, ha chiesto al Partito Popolare di non rimanere fuori dall'accordo sulla regolarizzazione che unisce "sindacati, imprese e la maggioranza delle organizzazioni sociali e professionali", e che "è molto positivo".

In Spagna i cittadini stranieri, tra regolari e no, rappresentano ormai il 6% della popolazione.


(29 ottobre 2004)

Sergio Mora