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FIRENZE - Testi e regia di Sergio Staino. Protagonisti: Paolo Hendel, Piero Pelù, Irene Grandi, Carlo Monni. Un cast d’eccezione, per lanciare un messaggio di pacifica convivenza con gli stranieri che vivono in Italia. Accadrà alla radio. Le voci di quattro tra i più noti personaggi dello spettacolo si potranno infatti ascoltare negli otto spot radiofonici della campagna a favore dell’integrazione promossa dal Comune di Firenze.

I primi due spot, della durata di 30 secondi ciascuno, sono già in onda su Controradio, ma passeranno anche su Rdf, Radio Toscana Network e Radio Blu. Ha iniziato Paolo Hendel, che duetta al bar con il cinese Chang e al ristorante con il kosovaro Agron, ironizzando sulla sorella e sulla pappa al pomodoro. Ma presto toccherà anche a Piero Pelù, probabile protagonista di uno sketch sul calcio e sulla Fiorentina, poi ad Irene Grandi e quindi a Carlo Monni, attore di Benigni. Sergio Staino non li ha ancora contattati, ma é sicuro che non si sottrarranno a questa che considera "una forma di impegno civile".

"E’ un impegno civile che mi sembra particolarmente utile in questo periodo - spiega il disegnatore satirico fiorentino - che poi é la ragione per cui il sindaco Dominici ha sentito l’esigenza di coinvolgere l’amministrazione comunale su questo problema. Ha chiesto a me un contributo, a titolo di coinvolgimento politico, più che professionale. Io ho chiamato Paolo Hendel, Carlo Monni e poi Piero Pelù e Irene Grandi. Sono quattro esponenti dello spettacolo fiorentino particolarmente amati dai giovani; ho pensato a personaggi che in particolare potessero arrivare a quanti frequentano lo stadio e le discoteche, sui quali l’elemento del razzismo potrebbe avere gioco un po’ più facile, diciamo categorie a rischio. Bisognava trovare una cosa gioiosa, scherzosa per evidenziare l’esigenza di una convivenza tra diverse etnie. Segnali negativi - ricorda Staino - ci sono da tempo, qua e la emergono forme di xenofobia, il problema é evitare che questa situazione mondiale, di guerre emigrazione disperazione, si rovesci in forme sbagliate verso il diverso, verso lo straniero. E’ un po’ mettere le mani avanti, non dico fare un lavoro di educazione culturale, ma ricordare alcuni elementi fondamentali della comune convivenza".

"Queste sono tutte parolone - aggiunge Staino - in realtà lo spot é molto semplice. Con Hendel siamo ai limiti del goliardico: tutti e due fanno entrare nei discorsi la sorella di Hendel. Il cinese Chang ribatte: io il caffé non lo prendo con le bacchette, lo prendo con tua sorella. Madonna, mi hai fregato, dice Hendel. E Chang: hai visto che anche noi siamo spiritosi...? Io studio i testi con questi amici e faccio un po’ di regia radiofonica. Ora dovrò avvisare Pelù, Monni, Irene Grandi: sarà il problema di trovare il momento giusto per fare le registrazioni, sono sicuro che sono pronti a prestarsi senza riserve a questa iniziativa".

Staino cosa pensa dell’attuale situazione mondiale?

"E’ una situazione molto brutta, mi sembra che gli Stati uniti si siano mossi molto meglio di quanto temessi: pensavo ad una risposta dissennata, utilizzando il momento di commozione fortissima. Nonostante i bombardamenti, mi sembra che a livello di diplomazia internazionale si stiano muovendo molto. E questo mi piace. Mi piace la pressione che stanno facendo sui paesi arabi affinché venga consegnato e isolato Bin Laden, ma anche la pressione su Israele perché finalmente sia apra un dialogo serio con la Palestina. Mi piace anche l’impegno di questa nostra sinistra, così contrastata, mi sembra una posizione difficile, ma l’unica seria. La più comoda é criticare l’intervento americano in Afghanistan. Certo occorre fare attenzione, per evitare che vi siano degenerazioni, che prendano il sopravvento i falchi...".

Come valuta la nuova disciplina sull’immigrazione approvata dal Governo?

"Penso che serve a ben poco, rende più problematica la presenza degli stranieri in Italia, favorisce tutta la clandestinità e non risolve il problema alla radice. Nemmeno la legge precedente era efficace. Occorrerebbe un lavoro a livello internazionale, piuttosto che leggi di singole nazioni per limitare il problema. Finché c’è fame, povertà, disperazione, più si tenta di bloccarla più ce ne sarà: la frontiera messicana con gli Stati Uniti ci insegna. Non la fermi questa situazione, la puoi solo regolare e tentare di farlo al meglio possibile".

Un’ultima domanda, cosa farà dire a Piero Pelù nello spot per l’integrazione?

"Penso qualcosa legato allo sport, sul calcio, sulla Fiorentina, un’altra tragedia..."
                                                                      Giovanni Senatore