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Stranieri in Italia: 4,6% della popolazione e il 6% della popolazione residente.
Entro due anni un lavoratore su dieci sarà straniero.
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Per favore non chiamateli clandestini.


Gianluca Luciano
Il dato che emerge dall'ultima regolarizzazione non lascia più dubbi: l'Italia è sempre più un paese multirazziale, caratterizzato da un crescente numero di immigrati che puntano a integrarsi stabilmente nel tessuto sociale.

"L'emersione dei 700 mila clandestini proietta l'Italia verso i livelli della media europea (5,2%). Oggi la presenza di cittadini stranieri rappresenta il 4,6% dell'intera popolazione residente sul territorio italiano".

Ad affermarlo è Gianluca Luciano, amministratore delegato di Stranieri in Italia.
"Gli ultimi dati Istat rilevavano che i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno al 31 dicembre 2001 erano 1.464.000. Ai quali andavano aggiunti i 200.000 minori che non sono titolari di permesso di soggiorno a titolo personale ma che risultano da quello dei propri genitori, e i circa 100.000 permessi nuovi o rinnovati che di regola vengono registrati con un certo ritardo per un totale di 1.764.000.

Con i 700.000 sanati e i 200mila rimasti esclusi dalla sanatoria si giunge all'incredibile cifra di 2.700.000 persone, il 4,6% della popolazione italiana."
"Ma c'è di più - continua Luciano - circa l'85% dei cittadini stranieri ha un età tra i 15 e 64 anni, quella che viene chiamata la popolazione attiva. Si tratta di 2.300.000 lavoratori che rappresentano il 6% della popolazione attiva italiana. Entro due anni un lavoratore su 10 sarà immigrato.

Ciò presuppone un diverso approccio istituzionale verso il fenomeno: è arrivato il momento di abbandonare l'attuale improvvisata gestione dell'immigrazione.
L'abolizione del decreto flussi, sarebbe un primo passo verso questo cambiamento: l'attuazione di nuovi strumenti di selezione e di controllo dei fenomeni migratori porterebbe effetti positivi nell'occupazione e nella società stessa consentendo di evitare l'ipocrisia di perseguitare per tre anni dei lavoratori in nero per poi sanarli al quarto.
E per favore non chiamateli più clandestini".

(26 novembre 2002)

Stefano Camilloni