Caritas-Unicef
A settembre 500 mila alunni stranieri
+70mila rispetto all'ultimo anno scolastico. Più insuccessi rispetto agli italiani
ROMA - Il prossimo anno scolastico, tra i banchi delle scuole italiane siederanno mezzo milione di bambini e ragazzi stranieri, con una crescita piuttosto marcata nelle superiori.
Lo rivela un rapporto congiunto di Caritas e Unicef sulla condizione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che vivono nel nostro Paese, prestato ieri a Roma. Nel corso dell'incontro è stato messo in evidenza che, se la scuola rappresenta un elemento di speranza sul fronte dell'integrazione, c'è ancora parecchio lavoro da fare in tema di sanità e giustizia.
Rispetto a un anno fa gli studenti stranieri sono aumentati di circa 70.000 unità. A settembre raggiungeranno quota 500.000 con un significativo aumento nelle scuole superiori dove se ne conteranno 100.000 di cui 80 mila iscritti negli istituti tecnici e professionali. Naturalmente la più elevata consistenza di alunni immigrati (40%) resta nella scuola primaria, ma questo forte aumento nel secondo ciclo di istruzione rappresenta una tendenza interessante, legata anche ai ricongiungimenti familiari.
L' area geografica con la percentuale più alta di alunni stranieri si conferma il Nord-Est. La regione con l'incidenza più alta è ancora l'Emilia Romagna con il 9% seguita da Umbria e Marche. Tra i comuni capoluogo è Milano ad avere l'incidenza più alta con circa il 12%. I poli di attrazione non sono però solo le grandi città ma anche i piccoli centri e Paesi: le località di Martin Sicuro (Teramo) e Porto Recanati (Macerata) hanno percentuali di alunni stranieri del 20%.
Un punto dolente nell'inserimento degli alunni stranieri è rappresentato dalle percentuali di insuccesso scolastico, superiori a quelle che si registrano tra gli italiani. Nelle superiori oltre il 25% degli studenti stranieri, uno su quattro, ha una battuta d'arresto. Rispetto al risultato conseguito dagli allievi italiani il divario con gli allievi stranieri è del 3,36% alla scuola primaria, del 7,06 alla secondaria di primo grado e del 12,56 alla secondaria di secondo grado.
Se dai dati disponibili si rileva una condizione di salute alla nascita (nascite pre-termine, peso alla nascita, ecc..) dei piccoli stranieri di poco peggiore rispetto a quella degli italiani, per quanto riguarda l'assistenza sanitaria i bambini stranieri non frequentano in modo soddisfacente il pediatra di libera scelta.
Secondo dati Ismu (Istituto per gli studi sulla multietnicità di Milano) solo il 41% degli immigrati regolari con figli al seguito si rivolge al pediatra di base. E nel caso degli immigrati irregolari la percentuale di fruizione si abbassa all'1,1% nel caso dei padri e al 9,7% nel caso delle madri (media del 5,6%).
In Italia non sembra siano presenti segnali di devianza delle seconde generazioni di adolescenti stranieri come invece è accaduto in altri paesi europei, mentre è molto più frequente il loro coinvolgimento come vittime. Sul fronte della giustizia minorile emerge tuttavia una diffusa tendenza alla riduzione della presa in carico dei minorenni extracomunitari. L'esigenza che emerge è quella di progetti personalizzati per il recupero di questi ragazzi, anche attraverso l'orientamento al lavoro.
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Rapporto congiunto UNICEF Italia - Caritas italiana
(27 giugno 2006)
EP