Europa
La Svizzera dice no alla riforma della cittadinanza
Bocciate dal referendum le proposte per agevolare la naturalizzazione delle seconde e terze generazioni di immigrati. Campagna per il "no" dai toni quasi razzisti
Se in Italia i tempi sembrano ormai maturi per una revisione della norme sulla cittadinanza, per gli immigrati che vivono nella vicina Svizzera la strada rimane tutta in salita.
Ieri i cittadini elvetici hanno bocciato con due referendum altrettante proposte di legge del governo che avrebbero agevolato la naturalizzazione degli stranieri di seconda (56,8% di voti contrari) e terza generazione (51,6 %).
Chi è nato e cresciuto in Svizzera, vi lavora e vi si è integrato è di fatto uno svizzero senza passaporto. È con questa argomentazione che il governo aveva presentato il suo progetto di riforma, puntando sulla semplificazione e l' unificazione delle procedure (in alcuni Cantoni è previsto anche un esame di integrazione), sull' armonizzazione delle tariffe (la cittadinanza può costare decine di migliaia di euro ) e soprattutto su una riduzione dei tempi (ad oggi servono fino a 12 anni di residenza). Per la terza generazione di immigrati era prevista l'acquisizione automatica delle cittadinanza.
La Svizzera ha detto no, scegliendo quindi di continuare a vivere in un apparente controsenso: anche se è straniero il 20,1% della popolazione, quella rossocrociata è una delle leggi sulla cittadinanza più restrittive del mondo occidentale.
Sul voto ha pesato la campagna per il No condotta dall'Unione democratica di Centro e dalla destra ultra nazionalista, i cui toni hanno spesso sfiorato il razzismo.
I giornali si sono riempiti di grafici sul tasso di islamizzazione del paese e immagini shock come quella in cui mani dalla pelle scura erano tese verso un mucchio di passaporti. C'è anche chi ha prospettato la naturalizzazione di Osama Bin Ladenm nel caso avesse vinto il Si.
In Italia, l'unico soddisfatto dell'esito del referendum sembra essere l'euro deputato leghista Mario Borghezio.
"Gli svizzeri - ha commentato Borghezio - non si sono fatti influenzare dal buonismo ipocrita che vorrebbe abolire tutte le identità e consentire una immigrazione selvaggia", esprimendo "una determinata volontà a restare, come anche noi vorremmo essere, padroni a casa propria".
"Salutiamo - ha aggiunto il leghista - con viva solidarietà e grande simpatia gli svizzeri, nella speranza di poter anche noi essere, al più presto, liberi in uno Stato democratico e veramente federalista, senza mafia e clandestini".
(27 settebre 2004)
Elvio Pasca