L'intervista
L'on. Tana de Zulueta (Verdi): "No ai rinnovi dei permessi di soggiorno alle Poste"
Gli impegni del centro-sinistra per gli stranieri in Italia. Ne parliamo con l'ex senatrice ed oggi deputata dei Verdi
ROMA - Proseguiamo il nostro viaggio giornalistico alla scoperta di cosa cambierà in tema d’immigrazione con l’Unione al governo.
Il nostro nuovo incontro è con l’on. Tana de Zulueta, colombiana di nascita, dal 1996 senatrice dei Verdi ed oggi deputata nella coalizione dell’Unione di Romano Prodi.
Onorevole Tana de Zulueta, quali sono i suoi commenti riguardo la legge Bossi Fini?
“Fondamentalmente una legge sbagliata che bisogna al più presto sostituire. Questo è l’impegno programmatico che ci siamo presi con l’Unione. Facendo un’analisi sulla Bossi Fini la considero una sovrapposizione peggiorativa della precedente legge Turco-Napolitano: sostanzialmente ne ha esasperato i difetti già presenti”.
Quali sono stati i difetti della vostra precedente legge?
“Abbiamo fatto dei peccati d’omissione, principalmente quelli di aver mancato l’appuntamento di due punti che avrebbero dovuto essere i pilastri della nostra politica dell’integrazione: la legge sulla cittadinanza e la concessione del voto amministrativo agli immigrati”.
Quali sono i punti sui quali opererete per “sostituire” la vigente normativa?
“I punti fondamentali sono essenzialmente quattro: la riforma della cittadinanza, la concessione del diritto di voto amministrativo, la revisione delle politiche d’ingresso e la creazione di una legge organica sull’asilo. Oltre a questo, c’è anche la volontà di intensificare le politiche d’integrazione (specialmente nella scuola) e quello di monitorare annualmente il fenomeno dell’immigrazione”.
Come agirete?
“La prima cosa da fare è quella di rivedere le politiche d’ingresso. Il principio d’ingresso in Italia per motivi di lavoro è accettato e condiviso, ma sono gli strumenti che sono inappropriati.
Il nostro obiettivo è quello di eliminare il fastidioso concetto di “contratto di soggiorno”, che negli ultimi anni ha creato solo irregolarità. Basti pensare all’ultimo decreto flussi, un fallimento totale. Perché non è stata portata a compimento la regolarizzazione delle 500mila persone che hanno chiesto di lavorare in Italia? Perché relegare il tutto ad una sorta di lotteria che non soddisfa le richieste di datori di lavoro ed immigrati? Io credo che sia necessaria la reintroduzione della possibilità di entrare in Italia per ricerca di lavoro, ripristinando l’importante figura dello sponsor”.
E sulla cittadinanza?
“Il nostro obiettivo è ottenere lo ius soli. Quello a cui abbiamo assistito in questi anni è aberrante. Trovo ingiusto che i figli dei cittadini stranieri nati in Italia non siano immediatamente considerati cittadini italiani. La riforma della cittadinanza sarà a tutti gli effetti una priorità del nostro primo anno al governo. Serve poi una legge organica sull’asilo, visto che l’Italia è l’unico Paese in Europa che non ha una normativa ad hoc”.
Cosa ne pensa dei rinnovi dei permessi di soggiorno alle Poste?
“Semplicemente una truffa! Noi ci batteremo perché la gestione dei rinnovi sia affidata unicamente ai Comuni, che in molte parti d’Italia si sono già organizzati. Il rinnovo dei permessi ha un costo: perché le Poste ci devono guadagnare? Non sarebbe la prima volta che succede una cosa del genere, basti ricordare il guadagno che hanno avuto con la sanatoria. Come possiamo immaginare che un governo in uscita faccia una scelta del genere se non dietro accordi politici? E’ decisamente una cosa insopportabile, ci batteremo per fermarla”.
Parliamo del voto. Quali sono i vostri obiettivi?
“Io penso che la sfida che alcuni Comuni hanno lanciato al Governo sul voto alle amministrativo sia molto significativa. Il nostro obiettivo è quello di elaborare una legge nazionale che in breve tempo dia la possibilità ai cittadini stranieri residenti di votare ed essere votati a livello amministrativo. Ben vengano le “sperimentazioni” dei consiglieri aggiunti come quelle di Roma, ma fondamentalmente credo a breve saranno sostituite con il diritto di voto vero e proprio”.
In che tempi?
“Spero nel nostro primo anno di Governo”.
Parliamo dei Centri di permanenza temporanea. Nell’Unione c’è chi lo vorrebbe chiudere e chi no. Lei cosa farebbe?
“Io sono per il loro superamento, quindi per la chiusura. Sono diventati dei ricettacoli per ogni forma di irregolarità. Credo che essi rappresentino soltanto uno strumento demagogico, e non una soluzione al problema delle espulsioni”.
(1 maggio 2006)
Stefano Camilloni