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Il presidente della provincia autonoma di Trento a Maroni: "Ci servono almeno altri 3mila lavoratori stagionali".
Nel prossimo decreto flussi 20mila ingressi riservati ai nuovi paesi Ue.

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ROMA - La raccolta della frutta si farà in autunno e per le settimane bianche bisognerà aspettare la prima neve, ma in Trentino mettono già le mani avanti : "ci servono almeno altri 3mila lavoratori stagionali".

Con una lettera indirizzata al ministro del Lavoro Roberto Maroni il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai chiede un'integrazione della quota di stagionali assegnata dal decreto flussi 2004.
"Per l'anno in corso, - scrive Dellai - alla Provincia di Trento sono state finora assegnate 9.000 quote di ingressi stagionali, che rappresentano un numero nettamente insufficiente a soddisfare il fabbisogno espresso dai settori economici locali".

Il fabbisogno si aggirerebbe, stando anche all'esperienza degli scorsi anni, intorno a quota 13mila. Di qui la richiesta di "non meno di 3000 unità", da impiegare nella raccolta autunnale e nella strutture turistico alberghiere per la stagione invernale.

20mila ingressi dai nuovi paesi Ue

Che il governo abbia nel pronto cassetto un altro decreto flussi da emanare prima dell'estate non è più un segreto.

Dopo le anticipazioni del responsabile immigrazione di An Landi di Chiavenna, arriva anche la conferma, indiretta, da parte di Dellai.
Nella lettera a Maroni il presidente della provincia fa infatti riferimento a "una recente riunione convocata presso il Suo Ministero" durante la quale sarebbe stata data notizia "dell'imminente emanazione di un ulteriore decreto flussi".

Dellai scrive che il nuovo decreto "dovrebbe integrare di 20.000 unità le quote di ingresso per l'anno 2004, limitatamente ai lavoratori provenienti dai Paesi nuovi membri dell'Unione Europea". Si tratterebbe, in pratica, del provvedimento che attenuerà gli effetti della moratoria di due anni sulla libera circolazione dei lavoratori dei paesi dell'allargamento Ue.

Gestione centrallizzata

Ad allarmare il presidente della Provincia sarebbe proprio la gestione di quei 20mila ingressi, che a quanto pare il ministero vorrebbe centralizzare in un "contatore" unico nazionale "presso il quale ogni struttura competente al rilascio dei nulla osta all'ingresso deve prenotare i propri provvedimenti autorizzativi."

Secondo Dellai, con la nuova procedura "verrebbe meno la possibilità di avvalersi di una quota certa di autorizzazioni rilasciabili, con la conseguente impossibilità ad assicurare ai datori di lavoro le opportune garanzie circa la disponibilità della manodopera necessaria".

"La mancanza di certezza sulla disponibilità della manodopera, - conclude il presidente della Provincia - appare del tutto inconciliabile con la necessità del mondo imprenditoriale locale di poter fare affidamento su un numero certo di lavoratori autorizzati all' ingresso entro limiti temporali determinati e risulta non coerente con gli sforzi che le istituzioni locali, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali da anni profondono affinché il massiccio flusso migratorio stagionale, che si pone ormai come elemento ineliminabile per i settori produttivi locali, avvenga entro i limiti di una concertata programmazione e di una efficace attuazione delle procedure burocratiche autorizzative."

(22 aprile 2004)

Elvio Pasca