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A Trento.
Case per i lavoratori
immigrati stranieri:
contributi alle imprese
TRENTO - La Provincia di Trento assegnerà contributi alle imprese perché provvedano a trovare e a realizzare alloggi per i lavoratori provenienti da altri territori ed in particolare per gli immigrati stranieri.
Si tratta di persone per lo più in ristrettezze economiche, già inseriti nelle graduatorie dell'edilizia abitativa: nel 2001 sono state 1200 le domande presentate da lavoratori provenienti da fuori regione.
La norma dà la possibilità alla Provincia di concedere contributi alle aziende e alle cooperative per l'acquisto, la costruzione, il risanamento di alloggi da destinare in locazione convenzionata ai propri dipendenti provenienti da fuori del territorio provinciale.
Il provvedimento introduce una serie di agevolazioni nel settore dell'Edilizia Abitativa a favore del mondo produttivo.
In concreto la Provincia finanzierà le imprese per abbassare i canoni di locazione da parte delle aziende degli alloggi destinati in particolare ai lavoratori stranieri immigrati.
Tutto ciò consentirà all'ente pubblico di continuare a garantire un flusso medio di circa 500 alloggi all'anno da destinarsi agli anziani e alla generalità dei cittadini trentini e favorire in questo modo la fuoriuscita dalle graduatorie Itea dei lavoratori stranieri.
Soddisfatto per il varo della norma, approvata il 19 luglio in Consiglio provinciale, è l'assessore all'Edilizia abitativa Mauro Leveghi, che ha illustrato obiettivi e filosofia di fondo della nuova disciplina. "Nelle regioni di maggiore industrializzazione, in particolare del Nord Italia - spiega Laveghi - si segnala sempre più di frequente la situazione per cui il lavoro c'è, ma mancano i lavoratori. Tra le ragioni di tale fenomeno si rileva in particolar modo la difficoltà delle aziende di reperire lavoratori poiché gli alti costi degli affitti rendono poco appetibile lo stipendio proposto. E' infatti evidente che i lavoratori disposti a trasferirsi, per lo più rinunciano perché il canone d'affitto da pagare è così elevato da impedire al lavoratore una vita decorosa. Per i lavoratori extracomunitari - aggiunge Laveghi - il problema abitativo è ancora più complesso, dal momento che alle questioni economiche si aggiungono problemi di natura legale e di difficile inserimento sociale. Si è ritenuto dunque necessario ed improcrastinabile un intervento finalizzato a risolvere il problema abitativo di queste persone e al contempo finalizzato a consentire lo sviluppo economico delle nostre industrie".
Il provvedimento serve in primo luogo a "sgonfiare" le liste delle graduatorie pubbliche, disinnescando una situazione potenzialmente esplosiva nei prossimi anni.
Secondo l'assessore all'Edilizia abitativa, poi, "non vi è il rischio di richiamare in Trentino un numero eccessivo di lavoratori extraprovinciali, attirati da queste facilitazioni: infatti ora la Giunta provinciale deve definire i criteri di ammissibilità per i contributi ed è intenzione dell'esecutivo di riservarli alle aziende che già operano in provincia di Trento da almeno 5 anni. Con questa norma - conclude Laveghi - la Provincia delinea una strategia finalizzata a realizzare un effettivo coordinamento tra istituzioni pubbliche e mondo produttivo, una strategia che mira a soddisfare le esigenze del mondo imprenditoriale e contemporaneamente a dare risposta alle necessità abitative di coloro che per trovare lavoro e per realizzare il sogno di una vita decorosa, si trasferiscono in Provincia di Trento".
(24 luglio 2002)
Giovanni Senatore
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