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Trieste.
Agricoltura: piano
di formazione
per 400 albanesi
TRIESTE - Quattrocento persone da formare e specializzare nelle moderne tecniche di produzione e vendita di prodotti agricoli locali in Albania. E' questo l'obiettivo di uno dei nove programmi di cooperazione internazionale allo sviluppo varati dalla Regione Friuli Venezia Giulia che ha messo in campo finanziamenti per 250mila euro.
L'attuazione del programma agricolo nell'area albanese di Zadrima (nei distretti di Scutari e Lezhe), che dovrà svolgersi nell'arco di un triennio, è affidata al Consorzio regionale apicoltori.
Ma gli interventi previsti non riguardano solamente il Paese delle Aquile. Dallo scacchiere balcanico al Medio Oriente, dal Sud America all'Africa nera, sono diversi gli "scenari", tutti socialmente ed economicamente deboli, nei quali la Regione Friuli-Venezia Giulia ha deciso di intervenire con il suo annuale programma di incentivi alla cooperazione allo sviluppo ed al partenariato internazionale, affiancando le azioni di solidarietà di organizzazioni non governative, associazioni di categoria ed istituzioni religiose.
Oltre al progetto agricolo per l'Albania, quindi, è previsto un piano di interventi della durata di due anni in Bosnia-Erzegovina, a favore delle donna. Nella città di Prijedor, agirà l'Associazione Auser di Trieste (assieme alla Spi-Cgil del Friuli-Venezia Giulia, all'Azienda sanitaria "Alto Friuli" ed all'Associazione di Comuni trentini "Progetto Prijedor"): l'obiettivo è promuovere lo sviluppo sociale ed economico della donna con una sua diretta azione in interventi di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ed assistenziali della zona. E' inoltre previsto l'avvio di piccole forme di impresa e di cooperazione locale.
Ancora nei Balcani, il Centro volontariato per la cooperazione allo sviluppo (Cvcs) di Gorizia, d'intesa con l'Azienda sanitaria "Isontina" e l'Associazione club alcolisti in trattamento di Gorizia, rafforzerà le strutture sanitarie della regione di Iasi, al confine con la Moldavia, da tempo impegnate contro il diffondersi dell'alcolismo, un fenomeno vastissimo generato da condizioni di vita della popolazione assolutamente drammatiche. Ed a Topana, nell'area di Skopije (Macedonia), la Caritas di Gorizia, con l'Associazione locale dei rom "Irhom", proseguirà nella gestione di un centro sociale specializzato nelle attività di prescolarizzazione e di doposcuola a favore dei bambini rom ospitati nel locale campo stanziale per nomadi.
Nella cittadina amazzonica di Santa Clara, in Ecuador, invece, l'Associazione "Proiezioni Peters" di Udine vuole coinvolgere la comunità locale nella creazione di nuove strategie di sviluppo produttivo, mentre in Bolivia, e precisamente nell'area di Cochabamba, l'Istituto delle suore del Santissimo Rosario di Udine interverrà nelle attività di accoglienza e di integrazione sociale a favore dei giovani.
Sempre in Sud America, poi, per il secondo anno l'Associazione di cooperazione cristiana internazionale (Accri) di Trieste continuerà nel suo progetto socio-sanitario di cura e prevenzione dell'alcolismo e l'abuso di droghe tra i campesinos nella regione del Maule, in Cile.
E proseguiranno nella città di Bouakè, in Costa d'Avorio, anche i programmi di reinserimento sociale e lavorativo (agricoltura, artigianato, piccolo commercio) per persone colpite da disabilità mentali, operati dal consorzio "Il Mosaico" di Gorizia. E' prevista, tra l'altro, la realizzazione di quattro abitazioni.
Infine, l'Istituto EuroMed di Trieste attiverà il progetto "Dialogues" per lo sviluppo del dialogo culturale, il supporto di azioni di sviluppo regionale, la presa di coscienza dei diritti sociali e civili, tra giovani israeliani, palestinesi e giordani.
(30 agosto 2002)
g.s.
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