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TRIESTE - Corsi per favorire l'apprendimento scolastico di oltre 100 bambini rom in Macedonia, lo sviluppo di una rete telematica culturale dell'Est Europa, per promuovere la democrazia e lo sviluppo sostenibile delle città, l'attivazione di un portale web sulle opportunità di sviluppo turistico ed agricolo-biologico delle comunità dell'area bosniaco-croata Una-Sana.

Ma non solo. I primi dieci progetti di cooperazione allo sviluppo e partenariato sociale varati nei giorni scorsi dalla Regione Friuli Venezia Giulia, prevedono tra l'altro una serie di accordi con università giordane, egiziane, marocchine e siriane per la formazione di giovani ricercatori e docenti in informatica.

In Africa, interventi in Costa d'Avorio per il reinserimento sociale e lavorativo di affette da malattie mentali, in Burkina Faso la realizzazione una campagna di sostegno scolastico e formativo per un'ottantina di giovani nei settori agricolo e dell'allevamento. In Brasile, infine, verranno preparati una trentina di operatori sociali da impiegare poi per l'avvio di corsi di formazione professionale, mentre in Cile partirà un progetto socio-sanitario per la cura e la prevenzione dell'alcolismo e dell'abuso di droghe tra i campesinos, i cui giovani in gran numero (67%) fanno uso quotidiano di alcol.

Ed è proprio per offrire sostegno e aiuto alle popolazioni di aree dell'Africa, del Sud America, ma anche nelle regioni balcaniche, lungo la costa mediterranea ed in Medio Oriente, che vivono estremi disagi materiali e sociali che il Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia ha attuato all'unanimità, per la prima volta, la legge regionale n.19/2000, stanziando 247mila euro, circa 480 milioni di lire.

Risorse che serviranno a supporto di attività svolte da associazioni pubbliche e private del Friuli-Venezia Giulia, per "contribuire alla realizzazione di uno sviluppo equo e sostenibile, alla lotta contro la povertà, alla solidarietà tra i popoli ed alla democratizzazione dei rapporti internazionali".

A queste iniziative la Regione può partecipare sino al 60% del costo totale, dopo che ciascun progetto è stato approvato dal Comitato regionale per la cooperazione allo sviluppo e che in globale prevedono una spesa vicina ai 900mila euro, oltre 1,7 miliardi di lire.

I progetti selezionati dalla Regione, nel dettaglio, riguardano in Europa il programma della Caritas di Gorizia, per l'organizzazione e la gestione di corsi di prescolarizzazione e di doposcuola per oltre 100 bambini Rom a Topana (in Macedonia), lo sviluppo di una rete telematica culturale dell'Est Europa che vede il coinvolgimento dell'Isig di Gorizia con le Università di Klagenfurt, Bihac (Bosnia-Erzegovina), Babes-Bolyai (Romania) ed Eotvos Lorand (Ungheria), l'attivazione di un portale web per l'area bosniaco/croata Una-Sana da parte della cooperativa "Commercio alternativo".

Oltre al progetto proposto dal Cism di Udine con gli atenei di Udine e Trieste ed alcune università giordane, egiziane, marocchine e siriane per la fomrazione di informatici, il programma regionale appoggia finanziariamente in Africa l'intervento della cooperativa sociale "Il Mosaico" di Gorizia nella regione di Bouakè, Costa d'Avorio, per il reinserimento sociale e nei settori dell'artigianato edile e dell'agricoltura di persone affette da malattie mentali, mentre la campagna di sostegno scolastico e formativo a Koudougou (Burkina Faso), è opera dell'associazione Cvcs di Gorizia.

Sempre con l'aiuto della Regione, inoltre, Ipsia Trieste e Cevi Udine saranno impegnate in Brasile, rispettivamente nella città di Recife ed in alcune località dello Stato del Minas Gerais. E' l'Accri Trieste, invece, l'artefice di un progetto socio-sanitario per la cura e la prevenzione dell'alcolismo e dell'abuso di droghe tra i campesinos della regione del Maule, in Cile, mentre il Comune di Casarsa della Delizia si prefigge di proseguire le attività di assistenza sociale, sanitaria ed economica a favore della comunità di San Josè Obrero.

(8 maggio 2002)

Giovanni Senatore