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Oggi un incontro a Bruxelles per discutere gli standard Ue sui rimpatri
BRUXELLES - Entro la fine dell'anno gli stati membri dell'Ue definiranno norme comuni per il rimpatrio degli immigrati clandestini.
Oggi gli esperti degli stati membri, dei paesi terzi, delle organizzazioni non governative e delle Nazioni Unite si incontreranno a Bruxelles per discutere le linee guida del programma.
Già lo scorso aprile, la Commissione Europea aveva approvato una serie di punti fondamentali in proposito, inserendoli in un libro verde che farà da "manuale" per l'incontro di oggi.
Il problema dei rimpatri si impone anche in ragione delle cifre in ballo: nel 2000, in tutta la Ue, ci sono stati 87.628 rientri volontari (contro i 78.273 del 1999) e 367.552 espulsioni (rispetto alle 324.206 del 1999).
Durante il vertice di Siviglia si era parlato molto dei rimpatri, sottolineando come, per gestirli al meglio, fosse necessario creare degli standard comuni tra i paesi dell'Unione per quanto riguarda
il transito dei rimpatriati, i controlli alle frontiere, i visti, le garanzie per chi è colpito da un decreto di espulsione.
Naturalmente queste norme andrebbero a integrarsi con una fattiva collaborazione con i Paesi di origine e di passaggio degli immigrati clandestini.
La collaborazione con i paesi di origine, e le eventuali ripercussioni in caso di "cattiva volontà" nella lotta all'immigrazione clandestina, sono stati in effetti il nocciolo delle conclusioni del vertice di Siviglia.
Ciò non toglie che, senza la definizione di standard adeguati, i membri Ue rischierebbero di paralizzarsi nel caos delle legislazioni nazionali.
Con l'incontro di oggi inizierà a prendere forma un programma di azione che l'Ue approverà entro la fine dell'anno.
Gli esperti sono fiduciosi: "Ogni Stato membro ha in materia una sua propria legislazione. Ci sono quindi spazi ampi per andare verso standard comuni", questo, ad esempio, il parere di Christian Kloos, un esperto dei servizi del commissario Ue alla giustizia Antonio Vitorino.
Se tutto procederà senza intoppi, e arriverà l'approvazione dei governi nazionali, le norme comuni potrebbero entrare in vigore già nel primo semestre del prossimo anno.
(16 lug 2002)
Elvio Pasca
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