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Eurostat
"Crescita zero senza gli immigrati"
Grazie ai cittadini stranieri, quest'anno la popolazione Ue è salita di 1,7 milioni unità. In Italia, Spagna e Regno Unito il 70% dell'afflusso migratorio

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BRUXELLES - L' immigrazione ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita demografica dell'Unione europea nel 2005, incrementando al popolazione di 1milione e 700mila persone. Un ruolo da leone lo hanno giocato Italia, Spagna e Regno Unito, che da soli hanno contribuito a ben il 70% dell'afflusso migratorio netto.

Queste le prime stime di Eurostat, l' istituto di statistica dell'UE, sullo sviluppo demografico del Vecchio Continente nello scorso anno.

Come succede ormai da 20-30 anni, la popolazione europea continua a crescere al rallentatore. Negli ultimi 46 anni, si legge nel rapporto, la popolazione dell'area formata oggi dai 25 Stati membri è passata da 376 milioni a circa 462 milioni (proiezione al primo gennaio 2006). La popolazione dell'Unione superò per la prima volta la soglia dei 400 milioni di individui nel 1967, cioé nel periodo del 'baby boom', e arrivò a quota 425 milioni 12 anni più tardi. Da allora, il tasso di incremento ha subito un notevole rallentamento, tanto che si è arrivati a quota 450 milioni solo nei successivi 20 anni, vale a dire nel 1999.

Oggi, secondo le stime di Eurostat, la popolazione dell'Ue è sostanzialmente al palo: solo l' immigrazione contribuisce a una lieve crescita. Tenendo conto di questo fenomeno, l'incremento annuo è di circa 2 milioni di unità, contro un aumento medio di 3 milioni negli anni Sessanta, sottolinea il rapporto.

In Italia, in particolare, il 2005 si sarebbe chiuso con un saldo negativo di 28.200 unità se non fosse stato per un afflusso migratorio netto ( immigrazione meno e migrazione) di 338.100 unità. In questo modo, la popolazione nazionale è aumentata dello 0,53% a circa 58,77 milioni di persone (al primo gennaio 2006) rispetto a quota 58,46 milioni di inizio 2005.

Tornando al quadro generale dell'Ue, Eurostat stima che nel 2005 le nascite hanno superato i decessi di sole 327.200 unità, rispetto alle 447.000 unità dell'anno precedente. Al netto dell' immigrazione, quindi, la popolazione dell'Ue a 25 sarebbe cresciuta l'anno scorso solo dello 0,07% a quota 459,81 milioni circa, anziché dello 0,44% a 461,5 milioni di unità. La differenza è dovuta ad un afflusso migratorio netto di 1.691.500 unità, che in termini assoluti ha portato l' incremento demografico totale per l'anno a 2.018.700 unità. L'aumento della popolazione, si legge infatti nel rapporto, "é dovuto soprattutto all' immigrazione netta".

Questa, a sua volta, è trainata in particolare da tre Paesi dell'Ue a 15, che in ordine di importanza sono la Spagna, l'Italia e il Regno Unito, che hanno registrato nel 2005 un afflusso migratorio netto di oltre 1,18 milioni di persone, pari al 70,1% del totale. In questa mini-classifica dei Paesi più esposti ai flussi migratori, l'Italia è seconda con un incremento netto di 338.100 persone (20%), rispetto alle 652.300 persone della Spagna (38,5%) e alle 196.300 del Regno Unito (11,6%).

(27 gennaio 2006)