Immigrazione
Ue e Libia contro i clandestini
La bozza di conclusioni del Consiglio dei ministri degli Interni europei avvia forme di cooperazione. Task-force con aerei e navi degli Stati membri
L'Unione Europea intende aiutare la Libia e sostenere gli Stati membri più colpiti dai flussi migratori provenienti da Tripoli avviando "operazioni congiunte nel Mediterraneo" e creando una "task-force europea temporanea alla quale assegnare aerei e navi degli Stati membri": è quanto prevede la bozza di conclusioni del prossimo Consiglio dei ministri degli Interni europei.
I ministri degli Interni si riuniranno infatti a Lussemburgo i prossimi 2 e 3 giugno, chiamati ad adottare il documento sulla lotta all'immigrazione clandestina. La bozza di conclusioni conferma sostanzialmente l'impegno dell'UE a frenare per tempo la tragedia umana che quotidianamente si consuma nel Mediterraneo: migliaia di clandestini perdono la vita tentando di entrare illegalmente nell'UE. Problema ancor più urgente, dato l'avvicinarsi dell'estate e l'intensificarsi delle partenze dalle coste libiche.
Due le visioni in seno all'Unione, emerse in seguito al dibattito del Coreper (Comitato dei Rappresentanti Permanenti). Da un lato Italia, Malta, Spagna e Grecia, sostengono, con il forte appoggio della Gran Bretagna, l'urgenza di misure per frenare i flussi di clandestini, mentre Svezia, Danimarca, Olanda e Belgio, insistono per condizionare la cooperazione con Tripoli al rispetto da parte della Libia dei diritti umani ed in particolare della Convenzione di Ginevra sui rifugiati.
Si legge infatti nel documento: "il Consiglio condivide la valutazione della Commissione UE che c'é bisogno di un approccio globale e integrato all' immigrazione nel Mediterraneo che includa il dialogo e la cooperazione con la Libia", si dice "d'accordo a lanciare un dialogo ad hoc con la Libia in materia di immigrazione e a sviluppare gradualmente una cooperazione concreta con le autorità libiche su questo tema". Ma "l'avvio di forme di cooperazione con Tripoli deve essere guidato dai principi del pieno rispetto dei diritti umani, dei diritti democratici e dello Stato di diritto". In particolare le autorità libiche sono chiamate a "dimostrare uno specifico impegno" in favore degli strumenti internazionali che riconoscono che "la Convenzione di Ginevra rappresenta lo strumento basilare ed universale in merito di diritto dei rifugiati".
Le misure concrete per intensificare la cooperazione UE - Libia sono illustrate in tre allegati al documento, che riguardano rispettivamente "le misure per intensificare la cooperazione", "i suggerimenti per discussioni esplorative con la Libia" e "i suggerimenti per il dialogo e la cooperazione con altri paesi africani". In merito al primo punto, si rende necessario "il rafforzamento sistematico della cooperazione tra i rispettivi servizi nazionali responsabili per i confini marittimi". Il documento prevede inoltre di esplorare le modalità per assistere i Paesi più colpiti dall'arrivo improvviso di immigrati.
Inoltre, nel breve termine, l'UE è chiamata a "lanciare discussioni con la Libia mirate ad azioni a breve scadenza per prevenire la perdita di ulteriori vite umane in mare".
(31 maggio 2005)
Melania Giacò